Grosseto. Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani accoglie “con interesse la riflessione sollevata dalla Consulta per la disabilità e dal Garante dei diritti del Comune di Grosseto in merito alla gestione dell’accesso delle persone con disabilità durante il concerto di Raf, tenutosi nell’ambito della rassegna ‘GRande Estate 3’”.
“Pur riconoscendo il valore culturale e sociale dell’evento, che ha rappresentato un momento importante di aggregazione per la cittadinanza – dichiara Romano Pesavento, presidente del Coordinamento -, riteniamo necessario richiamare l’attenzione sull’importanza di garantire la piena accessibilità a tutti, in particolare alle persone con disabilità, affinché nessuno venga escluso dalla fruizione delle iniziative pubbliche. L’Italia dispone di un quadro normativo chiaro e articolato che tutela questo diritto. La Legge 67/2006 vieta ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone con disabilità, anche in ambito culturale e ricreativo. La Legge 18/2009, con cui il nostro Paese ha ratificato la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, richiama all’articolo 30 il diritto alla partecipazione alla vita culturale e agli spettacoli pubblici su base di uguaglianza. Inoltre, l’articolo 38 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D. Lgs. 42/2004) stabilisce l’obbligo di garantire la fruizione dei beni e degli eventi culturali anche alle persone con disabilità”.
“Anche il Decreto Piantedosi, che disciplina le misure di sicurezza per gli eventi pubblici, consente, se adeguatamente pianificato, l’allestimento di spazi riservati alle persone con disabilità, nel rispetto delle normative vigenti. È pertanto auspicabile che tali opportunità vengano pienamente colte e integrate nella progettazione degli eventi. Alla luce di quanto sopra, il Cnddu sottolinea l’importanza del coinvolgimento diretto della Consulta per la disabilità in tutte le fasi organizzative delle manifestazioni pubbliche, come strumento utile per individuare soluzioni praticabili e inclusive, in conformità con i principi di legalità, equità e partecipazione attiva – termina il presidente -. Riteniamo fondamentale che le amministrazioni locali e gli organizzatori culturali assumano un approccio sistemico all’accessibilità, affinché ogni evento pubblico sia pensato sin dall’inizio come accessibile, e non solo adattato in seguito. La cultura rappresenta un bene collettivo e un diritto di cittadinanza, e deve essere costruita su basi inclusive e partecipative”.

