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Guardia medica, Mazzocco: “Difficoltà per gli anziani con il nuovo numero”

di Redazione
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Massa Marittima (Grosseto). “Chiami il nuovo numero unico per la guardia medica, un mega centralino di Firenze, e spesso risponde una segreteria telefonica che ti invita a digitare un numero, ma non solo. Questa è già una difficoltà per le persone anziane o fragili in generale”.

Così interviene Paolo Mazzocco, consigliere comunale per il centrodestra a Massa Marittima e da sempre in prima linea nella difesa della sanità territoriale e dell’ospedale Sant’Andrea.

“Se componi il numero unico per chiamare il medico di continuità assistenziale, qualcuno ti deve rispondere – sottolinea Mazzocco -. Non è possibile che, nella concitazione del bisogno sanitario, sia una segreteria a rispondere, tanto più se ti invita a digitare altri numeri che per un anziano è una difficoltà, se non un’impossibilità  solo il cercare e far apparire la tastiera nel telefonino con la chiamata in corso. Cosa sta accadendo quindi oramai a tante persone? Che rinunciano a chiamare direttamente e si rivolgono alle farmacie, a parenti o amici, ai condomini. Vi sembra un servizio efficiente e per tutti?”.

“Poi sta accadendo anche un’ altra cosa – continua Mazzocco: chi si reca alla postazione della guardia medica, a differenza di prima, dove se il medico non era fuori per visite accoglieva i pazienti per le loro necessità, ora trova sempre chiuso ed un cartello invita comunque a chiamare il numero unico. Se da una parte ha un senso che il medico in servizio sia tutelato perlomeno da un filtro telefonico anziché ricevere chiunque alla cieca, visti anche i sempre più frequenti episodi di violenze al personale sanitario, dall’altra anche in questo caso si inseriscono barriere che per molti sono difficoltà che nel bisogno sanitario non dovrebbero  esistere, come del resto non esistevano prima”.

“Invito la Asl a segnalare in Regione queste criticità e risolverle – termina Mazzocco -, considerando che nel nostro territorio le persone anziane e fragili sono tantissime e che un servizo sanitario uguale per tutta le regione deve tenere conto anche di questo”. 

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