Grosseto. Anche in provincia di Grosseto le lavoratrici e i lavoratori di Lidl Italia hanno aderito allo sciopero nazionale indetto oggi da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, per rivendicare un contratto integrativo aziendale che riconosca il valore reale del lavoro svolto ogni giorno nei punti vendita.
La mobilitazione arriva dopo la rottura del tavolo di trattativa, dove Lidl si è presentata con una proposta irricevibile: 150 euro annui in buoni spesa. Una cifra simbolica che non tiene conto né della crescente pressione organizzativa nei punti vendita, né degli oltre 1 miliardo di euro di utili realizzati dall’azienda negli ultimi 5 anni.
«È inaccettabile che Lidl, pur in forte crescita, continui a risparmiare sulla pelle dei propri dipendenti – dichiara Pier Paolo Micci, segretario della Filcams Cgil di Grosseto –. La Cgil, insieme alle altre sigle sindacali, mirava a un rinnovo del contratto che equiparasse lavoratrici e lavoratori Lidl agli altri contratti del settore».
«Chi lavora in Lidl spesso subisce ogni giorno carichi di lavoro sempre più pesanti, davanti ad orari flessibili e un uso sistematico del part-time involontario, soprattutto per le donne – ricorda Micci -. Non si può continuare a tagliare sul costo del lavoro, specialmente se si fanno utili a nove zeri».
Le richieste avanzate dai sindacati sono chiare: l’introduzione di un premio di risultato, una quota fissa aggiuntiva in busta paga e il riconoscimento dei buoni pasto. Ma finora, nessuna proposta è stata accolta dall’azienda.
La giornata di sciopero di oggi, è particolarmente significativa per chi lavora in Lidl, ma anche alla luce del prossimo referendum promosso dalla CGIL.
«Le condizioni di lavoro nei supermercati, nella logistica, nei servizi sono lo specchio di un sistema che alimenta il precariato e lo sfruttamento – sottolinea Micci -. Anche per questo invitiamo tutte e tutti a partecipare al referendum dell’8 e 9 giugno, votando Sì per cambiare davvero il mondo del lavoro, tutelare chi lavora e restituire dignità e stabilità a ogni occupazione. Lo sciopero di oggi è solo un primo passo di una mobilitazione che continuerà fino a quando non verranno riconosciuti diritti e salario adeguati a chi ogni giorno tiene in piedi i negozi Lidl in tutta Italia e anche nella nostra provincia».

