Grosseto. “Tra vigne e colline… chi ci cura?” è la domanda al centro dell’iniziativa pubblica promossa dallo Spi Cgil di Grosseto, in programma venerdì 23 maggio alle 9.30, che si terrà nel Teatro Castagnoli di Scansano.
Il titolo, evocativo, richiama la bellezza unica di un territorio, ma anche le sue fragilità, con l’obiettivo di mettere al centro la salute pubblica come diritto fondamentale, non negoziabile.
A fare i saluti sarà il presidente dell’Auser Scansano, Carlo Pellegrini, a coordinare i lavori Giovanni Lanti, responsabile della Lega Spi Cgil di Scansano. La relazione sarà affidata a Erio Giovannelli, segretario generale dello Spi Cgil di Grosseto.
Seguirà una tavola rotonda moderata dal giornalista Federico Catocci.
Tra gli ospiti:
- Maria Bice Ginesi, sindaco di Scansano;
- Donatella Spadi, vicepresidente della Commissione socio-sanitaria della Regione Toscana;
- il dottor Alessandro Militello, direttore dell’area funzionale dei sistemi Cup;
- la dottoressa Cinzia Garofalo, direttrice infermieristica della provincia di Grosseto;
- la dottoressa Tania Barbi, direttrice della Società della Salute;
- Alda Cardelli, del Dipartimento sociosanitario dello Spi Cgil di Grosseto;
- Monica Pagni, segretaria generale della Cgil di Grosseto.
L’iniziativa si inserisce in un percorso di confronto sul territorio che lo Spi sta portando avanti da tempo, per denunciare le criticità della medicina territoriale e vigilare sull’attuazione concreta del Pnrr sanitario, che prevede la nascita di nuove strutture come le Case di comunità. Una è prevista anche a Scansano.
«La Casa di comunità Spoke di Scansano è un’opportunità per tutto l’entroterra, ma perché funzioni davvero non basta il cartello all’ingresso – dichiara Erio Giovannelli, segretario dello Spi Cgil Grosseto –: servono servizi, medici di medicine generale e i cosiddetti infermieri di comunità in numero adeguato, altrimenti si rischia che l’investimento non si concretizzi».
«Vogliamo una sanità pubblica capillare, di prossimità – conclude Giovannelli -, che non costringa le persone a percorrere decine di chilometri per un prelievo o una visita di base. Se vogliamo garantire davvero il diritto alla salute, dobbiamo invertire la tendenza a depotenziamento e accentramento».
Dello stesso avviso Alda Cardelli, responsabile del settore sanità del Dipartimento sociosanitario dello Spi Cgil di Grosseto. «La sanità non può vivere solo sulle carte dei progetti. Nelle aree interne la medicina territoriale è vitale – ribadisce Cardelli -. La figura del medico di famiglia deve tornare centrale, in sinergia con gli infermieri di comunità. Le richieste di assistenza sono in aumento, soprattutto per la popolazione anziana e fragile. Eppure ancora oggi riceviamo segnalazioni di liste d’attesa insostenibili e servizi insufficienti. Questo incontro vuole far sentire la voce di chi vive qui, tra queste colline bellissime, ma distanti dai centri. La sanità pubblica deve arrivare ovunque e gli investimenti programmati dovranno dare i loro frutti, per il bene di tutti».
“Tra vigne e colline… chi ci cura?” è un appuntamento aperto alla cittadinanza, per ribadire che la bellezza della Maremma non può prescindere da un sistema sanitario vicino, funzionante e garantito per tutte e tutti.

