Grosseto. Legambiente dà il via a una nuova sessione di formazione per diventare Tartawatcher, i volontari specializzati nel monitoraggio e nella protezione dei nidi di tartaruga marina Caretta caretta sulle spiagge italiane.
Il corso, che si terrà dall’11 al 13 aprile al Centro di educazione ambientale “Il Girasole” a Rispescia, è rivolto a tutti coloro che desiderano contribuire attivamente alla salvaguardia di questa specie minacciata. Le esercitazioni pratiche si terranno sulle spiagge di Marina di Alberese e Principina, aree di grande valore naturalistico.
La Caretta caretta è la specie di tartaruga marina che sempre più frequentemente sceglie le spiagge italiane per deporre le uova. Un fenomeno in costante crescita, dovuto in larga parte all’aumento delle temperature medie del Mediterraneo legate ai cambiamenti climatici, che stanno rendendo le nostre coste sempre più idonee alla nidificazione.
Il corso
Obiettivo del corso è contribuire alla creazione di una rete nazionale di operatori formati e pronti a intervenire in caso di nidificazione o schiusa, garantendo standard operativi elevati e omogenei lungo tutte le coste italiane. Durante i tre giorni intensivi di teoria e pratica, gli oltre cinquanta operatori provenienti da tutta Italia potranno apprendere le tecniche di monitoraggio delle spiagge, il riconoscimento e l’interpretazione delle tracce di emersione, simulare interventi di messa in sicurezza e traslocazione dei nidi, utilizzare droni e unità cinofile Tartadog per la ricerca dei siti di nidificazione, approfondire i protocolli scientifici per la raccolta di dati e campioni biologici utili al monitoraggio genetico e ambientale.
«La stagione balneare è un periodo critico per la Caretta caretta: l’inquinamento luminoso, quello acustico, la presenza massiccia di persone e attrezzature, le pulizie meccaniche delle spiagge possono impedire la deposizione o compromettere la schiusa – dichiara Stefano Di Marco, project manager di Life Turtlenest –. In questo contesto, i volontari Tartawatcher sono le nostre sentinelle: il loro intervento tempestivo e competente è fondamentale per garantire che ogni nido venga individuato, protetto e monitorato fino alla schiusa. La formazione, dunque, è la chiave per agire con efficacia e in rete».
Il corso, condotto da esperti della stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli e dell’associazione Caretta Calabria Conservation, è stato aperto anche a operatori di università, istituti di ricerca e associazioni attive nella tutela della biodiversità marina e operanti in diverse parti d’Italia. Una scelta strategica e necessaria: solo costruendo una rete solida, diffusa e qualificata lungo l’intero litorale nazionale sarà possibile assicurare alla Caretta caretta – e più in generale alla fauna marina – adeguate e durature forme di tutela.
Un’opportunità straordinaria per la conservazione della biodiversità marina, ma anche una sfida urgente: salvaguardare le nidificazioni richiede interventi tempestivi, competenze tecniche e una rete ben organizzata, soprattutto durante l’estate, quando l’impatto antropico sulle spiagge raggiunge i massimi livelli.
Life Turtlenest, un progetto cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Life e coordinato da Legambiente, finalizzato al miglioramento della conservazione della tartaruga marina comune (Caretta caretta) in Italia, Spagna e Francia, attraverso attività di monitoraggio, messa in sicurezza dei nidi, ricerca scientifica e campagne di informazione e sensibilizzazione. Oltre al coordinatore di Legambiente, partecipano al progetto europeo la stazione zoologica Anton Dhorn; Ispra; Università La Sapienza di Roma; Università di Barcellona; Beta Technological Centre (Uvic-Ucc); Enci; Cest Med; Regione Basilicata, Regione Campania, Regione Puglia, Regione Lazio, Agenzie per la protezione ambientale della Toscana. Oltre alle regioni italiane bagnate dal mar Tirreno (Basilicata, Puglia, Campania, Sicilia, Lazio, Sardegna e Toscana), Life Turtlenest interverrà nella regione francese Camargue, in Costa Azzurra e in Corsica e nelle regioni spagnole di Catalogna, Murcia, Andalusia, Isole Baleari e Valencia.

