Home AttualitàPorto turistico, il comitato: “Tar annulla progetto, procedura del Comune illegittima”

Porto turistico, il comitato: “Tar annulla progetto, procedura del Comune illegittima”

di Redazione
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Talamone (Grosseto). Il comitato Salviamo Talamone apprende «con entusiasmo che il Tribunale amministrativo regionale per la Toscana ha annullato tutti gli atti della gara e la procedura del Comune di Orbetello relativi alla trasformazione dell’approdo di Talamone in porto turistico».

Con la sentenza del Tar, pubblicata oggi, è stato dunque completamente accolto il ricorso proposto a ottobre dal Consorzio il Molo di Talamone, che rappresenta l’80% dei titolari delle concessioni per i pontili talamonesi, presentato dall’avvocato Pierluigi Chech. Tutta la procedura avviata tra luglio e agosto dal Comune di Orbetello è stata dunque considerata «radicalmente illegittima», tant’è che lo stesso Comune e la società Porto Turistico di Talamone sono stati condannati al pagamento delle spese processuali in ragione di 5.000 euro a testa, per un totale di 10.000 euro.

Secondo i ricorrenti, la procedura del Comune di Orbetello violava le norme nazionali e dell’Unione europea, calpestando i principi – relativi alle procedure pubbliche – di informazione, partecipazione, contraddittorio, imparzialità, trasparenza, non discriminazione, concorrenza, par condicio e pubblicità. Il ricorso puntava a tutelare l’interesse dei ricorrenti e aveva come finalità generale, la tutela collettiva dell’intera comunità talamonese e di tutto il gioiello del Parco della Maremma.

Tutte le ragioni del ricorso sono state ritenute valide dai giudici amministrativi. Il Tar, inoltre, ha evidenziato la «contraddittorietà del comportamento» dell’amministrazione comunale e «l’innegabile contrasto degli atti impugnati con i precedenti atti programmatori relativi al porto di Talamone»: il riferimento è al fatto che in una prima fase, il Comune aveva deliberato di procedere al rifacimento del porto attraverso lo strumento della Stu (Società di trasformazione urbana), che lascia in mano alle amministrazioni pubbliche la regia degli interventi infrastrutturali, salvo cambiare idea e puntare, in maniera poco trasparente, come sancito dalla sentenza di oggi, alla procedura per la concessione.

Un «ripensamento» non legittimo e, quindi, cassato dal Tar, anche perché la strada scelta non avrebbe garantito l’indispensabile coinvolgimento di tutti gli operatori portuali. Il Tar ha poi bocciato l’intervento volto alla ristrutturazione della Rocca di Talamone, inserito in corsa nel progetto, in quanto nulla a che vedere con il porto.

«È una vittoria clamorosa, frutto della nostra battaglia, che stiamo portando avanti da agosto, quando abbiamo scoperto e denunciato pubblicamente il blitz del Comune di Orbetello sul gioiello della Maremma. Noi non ci fermiamo. A Talamone ci sono altre priorità, come la messa in sicurezza di alcune parti franose della roccia, che nei giorni scorsi ha subito un danno enorme ed è lasciata all’incuria da troppo tempo. Quelli sì, sono interventi improcrastinabili, mentre vanno cestinati, definitivamente, progetti mirabolanti che non rispecchiano gli interessi della nostra comunità. Siamo curiosi di conoscere la posizione del Comune, il quale ha subito una sconfitta rilevante non solo dal punto vista giuridico, ma soprattutto sul piano politico. Il sindaco Andrea Casamenti e l’assessore Luca Teglia in una conferenza stampa, a novembre, avevano sostenuto che il Tar, nella prima udienza, avesse riconosciuto la legittimità del loro operato. Ma le loro dichiarazioni sono state sconfessate oggi dalla sentenza» commenta il comitato Salviamo Talamone.

Il commento di Unimpresa

«La sentenza del Tar della Toscana, depositata oggi, sulla vicenda del porto di Talamone è una vittoria per la trasparenza e per tutti gli operatori economici che credono nelle regole del mercato e nella concorrenza leale. Il Tribunale amministrativo ferma un progetto inutile e certifica quello che era sotto gli occhi di tutti: la gestione del Comune di Orbetello è stata radicalmente illegittima e la procedura adottata ha violato ogni principio di trasparenza, imparzialità e partecipazione. Questa sentenza mette un freno a quella che si configura come una forzatura amministrativa inaccettabile, tentata sulla pelle delle imprese locali e di una comunità che ha il diritto di essere coinvolta nelle scelte strategiche che riguardano il proprio territorio. È sconcertante constatare come l’amministrazione comunale abbia cambiato idea in corsa, abbandonando il percorso della Società di trasformazione urbana (Stu), che garantisce il controllo pubblico dell’operazione, per lanciarsi in una procedura di concessione opaca, senza una vera gara e senza coinvolgere gli attuali concessionari. Un comportamento contraddittorio e arrogante, come ha sottolineato il Tar, che ha giustamente bocciato questo tentativo di aggirare le regole».

Lo dichiara il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara, commentando la sentenza del Tar della Toscana che ha annullato la procedura del Comune di Orbetello volta alla trasformazione dell’approdo di Talamone in porto turistico.

«Unimpresa da sempre si batte per il rispetto della legalità e della concorrenza e non può che elogiare questa sentenza, che non solo ristabilisce un principio fondamentale, ma impone un messaggio chiaro a tutte le amministrazioni locali: le concessioni pubbliche non sono un affare privato da gestire tra pochi amici, ma un processo che deve garantire pari opportunità a tutti gli operatori. Ora ci aspettiamo che il Comune di Orbetello prenda atto della sconfitta e smetta di giocare con gli interessi della comunità e delle imprese locali. Il sindaco e la Giunta hanno il dovere di rispondere politicamente e istituzionalmente di questa pessima figura, e sarebbe opportuno che facessero una profonda riflessione sulle scelte compiute. Unimpresa vigilerà affinché non si ripetano più operazioni simili. Il porto di Talamone merita una attenzione seria e sostenibile, non improvvisazioni amministrative bocciate dai tribunali», aggiunge il presidente di Unimpresa.

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