Home EconomiaVertenza Tsd, Cgil: “Sparita Telnet, che ha acquisito la società non pagando poi i dipendenti”

Vertenza Tsd, Cgil: “Sparita Telnet, che ha acquisito la società non pagando poi i dipendenti”

Il segretario dell'Slc rincara la dose dopo ultime novità

di Redazione
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Grosseto. Walter Scopetoni, segretario del Sindacato lavoratori della comunicazione – Slc Cgil – torna sulla vicenda che sta interessando 26 lavoratori dipendenti della società Tsd che operano in provincia di Grosseto su commessa di Fibercoop, la società che ha rilevato la rete in fibra ottica scorporata da Tim, venduta al fondo di investimento statunitense Kkr.

Questi lavoratori, infatti, al pari di altri 700 colleghi in tutta Italia, stanno riscuotendo lo stipendio a singhiozzo dallo scorso mese di ottobre e ancora non hanno ricevuto la tredicesima mensilità del 2024. Una situazione di incertezza devastante per loro e per le loro famiglie.

«L’ultima novità in questa indegna vicenda – sottolinea Scopetoni – è che al Ministero del Made in Italy, che ha in carico la vertenza, non riescono a parlare con i dirigenti di Telnet, società che ha recentemente rilevato Tsd dalle due società Com.Net spa e Nextaly srl. Dopo l’inatteso forfait alla riunione al Ministero di lunedì scorso, comunicato all’ultimo minuto dal nuovo amministratore delegato nominato da Telnet, Giovanni Gualdiero, infatti, l’azienda è letteralmente sparita dalla circolazione. Un atteggiamento inaccettabile e incomprensibile, che legittima più di un sospetto sull’operazione recente di acquisizione di Tsd. Società che è stata ulteriormente caricata di debiti dai precedenti proprietari (Com,Net e Nextaly) dopo averla acquistata da Sittel.

A questo momento, come dimostra anche il fatto che i mezzi non possono essere utilizzati per mancanza di benzina, l’operatività di Tsd è compromessa e il quadro finanziario è particolarmente critico: con i dipendenti che ancora non si sono visti corrispondere lo stipendio di dicembre, né la 13esima mensilità, oltre al mancato pagamento delle spettanze arretrate ai dipendenti che si sono dimessi (Tfr, accordo di esodo, solari), e al mancato pagamento del fondo pensionistico negoziale, nonostante le trattenute in busta paga.

Data la situazione, ci chiediamo perché Telnet abbia acquistato una società tanto indebitata, dal momento che era semplice verificare stato patrimoniale, liquidità di cassa e commesse acquisite, per poi rifarsi sui lavoratori non pagandoli per il lavoro svolto.

La Slc Cgil, da parte sua, sta lavorando con il tavolo di crisi in Regione Toscana, e con quello al Ministero, avendo l’obiettivo dichiarato di trovare quanto prima un nuovo acquirente di Tsd che sia più affidabile finanziariamente ed eticamente di quanto non lo sia stata Telnet. Società con un fatturato di 9 milioni di euro che, con appena 60 dipendenti, ha acquisito una società già indebitata fortemente e con 730 dipendenti.

D’altra parte, Tsd ha un contratto con Fibercoop per la manutenzione e gestione della rete che garantisce cash flow. Il settore delle telecomunicazioni, infatti, anche grazie agli 8 miliardi che gli sono stati destinati con il Pnrr, è tutt’altro che in crisi. Per cui, individuando una proprietà affidabile, anche Tsd potrebbe uscire dalle secche nelle quali è stata portata.

Infine – conclude Scopetoni a nome di Slc Cgil -, quanto alla smentita delle società Com.Net e Nextaly di essere ancora proprietarie di Tsd, vorremmo sapere allora a quale titolo era presente alla riunione al Ministero del made in Italy l’ex amministratore delegato Sauro Bellante, che le due società avevano designato alla guida di Tsd. Anche perché né noi, né i funzionari e dirigenti ministeriali lo hanno capito».

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