Grosseto. “Una sanità sull’orlo del collasso”: è questo il giudizio di Daniele Gasperi e della segreteria del Pci delle Colline Metallifere sulla situazione dei servizi ospedalieri e territoriali.
“Se oggi hai bisogno di un pediatra, durante il fine settimana o nei giorni festivi non lo trovi sul territorio delle Colline Metallifere e devi rivolgerti e recarti, nella maggior parte dei casi, al pronto soccorso pediatrico di Grosseto perché alternative non ce ne sono – spiega Gasperi –.Se invece sei un adulto e ti senti male durante la notte devi sperare nella guardia medica, ormai un solo professionista che fa servizio nel comprensorio di almeno sei comuni, e sperare anche che sia disponibile a venire a domicilio perché in qualche caso devi spostarti dove si trova. Se non trovi nessuno durante la settimana non puoi far altro che andare al primo soccorso di Follonica o al pronto soccorso di Massa che, se ci sono complicazioni, ti trasferiscono sempre al Misericordia di Grosseto per approfondimenti legati a indagini diagnostiche che non si possono fare per carenze strutturali”.
“Questo è il territorio. Se poi ci giriamo verso l’ospedale la situazione è analoga. Un presidio sempre più svuotato di competenze dove ormai la prassi ambulatoriale ha preso il sopravvento e che cura, nella maggior parte dei casi, situazioni non particolarmente complesse, altrimenti tutti a Grosseto – continua Gasperi –. Si parla quindi di potenziamento dei servizi territoriali, di cure appropriate ma il percorso è sempre lo stesso e se ti vuoi curare ti devi barcamenare tra le mille difficoltà di servizi sempre più deboli per carenze di organico. E la musica da oltre un decennio è sempre la stessa: tutto va bene in sanità, i servizi sono garantiti. Si è cominciato con le Case della Salute, mai realizzate sul territorio, per passare oggi a quelle di comunità, che sono presentate, analogamente alle prime, come la panacea che risolverà i problemi sanitari. Ma come potranno mai funzionare se all’interno di quei muri, dove sono stati investite centinaia di migliaia di euro, non ci sono medici, infermieri, Oss?”.
“Il rischio è di finire come è successo dal 2014 con le Case della Salute: tanti annunci, tante promesse e poi il nulla. È bene ricordare che i medici di famiglia sono dimezzati in un decennio ed i superstiti si trovano con un carico di assistiti enorme con grandi difficoltà per medico e utente a dare risposte – sottolinea Gasperi –. Insomma, più che raccontarci dei massimi sistemi qualcuno spieghi a un residente, ad esempio nel comune di Montieri, come farà ad avere risposte per un problema di salute quando se ne sarà andato l’unico medico presente in quel comune, che svolge già oggi un’attività notevole anche su altri comuni. Poi c’è la partita dei distretti sanitari, sulla quale si era creato tanto scalpore prima delle amministrative, ma che a distanza di mesi sembra dimenticata. L’attuale maggioranza che guida Massa e parte delle opposizioni si erano date come prioritario questo tema, ma dopo la tornata elettorale tutto tace. Speriamo che non sia stato l’ennesimo specchietto delle allodole per catturare consensi e, una volta definiti gli assetti e conquistati i banchi da una parte o dall’altra, tutto passa nel dimenticatoio”.
“Ci appelliamo quindi affinché queste tematiche tornino prioritarie nell’agenda politico – istituzionale evitando di tradire con la solita demagogia non solo i cittadini, ma quei valori come la salute che sono un diritto fondamentale – termina Gasperi -. Almeno provateci e fate vedere che ci siete”.

