Talamone (Grosseto). Il comitato Salviamo Talamone chiede che “il Comune di Orbetello spieghi e renda pubbliche le ragioni che hanno portato l’amministrazione comunale alla secretazione di una parte rilevante degli atti del progetto per la trasformazione dell’approdo di Talamone in porto turistico”.
“Per non meglio precisate ragioni di riservatezza industriale, 14 tavole su 18 della documentazione presentata dalla Società Porto turistico di Talamone, infatti, non sono pubbliche – continua la nota del comitato –. Vuol dire che il 78% degli atti relativi al progetto presentato non possono essere visionati e analizzati: ragion per cui appare quantomeno macchinoso, per chi volesse avanzare contestazioni e suggerimenti oppure presentare una proposta alternativa, avere un quadro chiaro e completo. Ragion per cui appare quantomeno macchinoso, per chi volesse avanzare contestazioni e suggerimenti oppure presentare una proposta alternativa, avere un quadro chiaro e completo. Una scelta, quella del Comune, che sembra calpestare i principi di trasparenza cui dovrebbe sempre attenersi la pubblica amministrazione”.
“È altresì indispensabile che la stessa amministrazione comunale orbetellana chiarisca se, alla luce del decreto legge approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri, intende prorogare, fino al 30 settembre 2027, le concessioni in scadenza il prossimo 31 dicembre: l’articolo 1 del provvedimento d’urgenza, infatti, consente di portare avanti procedure già avviate – prosegue il comunicato -. Tra le altre questioni da porre all’attenzione dell’opinione pubblica, c’è il fatto che la società Porto ruristico di Talamone racchiude e rappresenta solo il 20% degli attuali operatori attualmente titolari delle 18 concessioni marittime della darsena della Maremma. Pertanto, qualora non fosse fermata la procedura in atto, in relazione alla quale abbiamo già denunciato il tentativo maldestro di ‘assalto speculativo’ proprio sulle ‘licenze’ per i 600 posti barca, l’80% dei soggetti privati e società sportive dilettantistiche operanti a Talamone verrebbe tagliato fuori”.
“Ciò, peraltro, sarebbe in palese contrasto con quanto ripetutamente asserito dall’amministrazione comunale che si è sempre pubblicamente espressa affinché al progetto del nuovo porto talamonese partecipassero tutti – termina la nota -. L’auspicata condivisione e la fondamentale collaborazione, tuttavia, sono rimaste solo una vana promessa”.
Unimpresa: “Regione ripensi piano regolatore e fermi il Comune”
“Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, deve tempestivamente ripensare l’attuale piano regolatore dei porti, alla luce del decreto del Governo che ha deciso di prorogare al 30 settembre 2027 le attuali concessioni demaniali marittime e balneari, in scadenza il prossimo 31 dicembre. In alcune amministrazioni territoriali toscane sono stati avviati progetti di riqualificazione e trasformazione che andrebbero valutati ancora a fondo. Ci riferiamo, in particolare, all’anomala situazione che si è creata nel Comune di Orbetello: nel corso del mese di agosto è stato approvato, con tempistiche e modalità discutibili, un bando per la trasformazione dell’approdo di Talamone in porto turistico. La Regione Toscana farebbe bene a intervenire e fermare senza indugi questa procedura”. Lo dichiara il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara.
“La questione per la darsena talamonese contiene elementi di forte criticità che abbiamo già sottolineato, ai quali se ne aggiunge un altro. Nell’ambito della procedura, così come appare sul sito internet del Comune, 14 tavole su 18 della documentazione presentata dalla società Porto turistico di Talamone sono state secretate e non sono pubbliche. Vuol dire che il 78% degli atti relativi al progetto non possono essere visionati e analizzati: ragion per cui appare quantomeno macchinoso, per chi volesse avanzare contestazioni e suggerimenti oppure presentare una proposta alternativa, avere un quadro chiaro e completo. Una scelta che il Comune dovrebbe chiarire quanto prima, soprattutto per evitare che si possano alimentare sospetti sulla poca trasparenza”, aggiunge Ferrara.

