Grosseto. Come ogni anno, dal 1991 cala sul grande scenario dell’antica Cosa, posta sulla collina di Ansedonia, il teatro classico. In questo passaggio finale dell’estate, dal 21 al 25 agosto, alle 19, la storia de “Il racconto d’inverno” di William Shakespeare si svolgerà fra le rovine dell’antica città.
Cosa è un magnifico esempio della decadenza di ogni città, quando i suoi abitanti la rendono inabitabile e fuggono, anche se non vogliamo credere a Rutilio Namaziano quando, passando davanti alla città, sentenziò che i cosani erano fuggiti per un’invasione di topi. Era il 417 d.C.
“Il racconto d’inverno“, che sarà rappresentato dall’associazione Polis 2001, si rappresenta in questo scenario con la regia di Francesco Tarsi e con gli interpreti Luca Setaccioli, Carol Lauro, Tommaso Barone, Alessandra Cosimato, Davide Braglia, Chiara Dragoni, Chiara Pautasso e Sara Romagnoli.
La vicenda parla di Leonte, re di Sicilia che, eroso dal sospetto e dalla gelosia, accusa la moglie Ermione di adulterio con l’amico fraterno Polissene fino a processarla per questo sospetto diventato ossessione e coinvolgendo tutta la corte e i figli Perdita e Mamilio, per risolversi poi in uno slancio finale del bardo che dice all’umanità di oggi “puoi rinascere se ti attieni alle leggi intelligenti che la natura ti ha dato”.
Lo spettacolo segue il successo già ottenuto alla Rocca pisana di Scarlino e all’anfiteatro romano di Roselle.
Debutterà il 21 agosto, con repliche il 22, 24 e 25 agosto, inizio previsto alle 19, con una durata di un’ora e mezza.
Ingresso al costo di 15 euro (biglietto intero), biglietto ridotto per gli studenti al costo di 10 euro.
Lo spettacolo è organizzato in collaborazione con il Comune di Orbetello.

