Grosseto. “Da quando la scorsa settimana Il Sole 24 Ore ha pubblicato l’annuale classifica sulla qualità della vita, che ha confermato il trend negativo di Grosseto, scivolata agli ultimi posti su scala nazionale, pressoché tutti, dai comuni cittadini agli amministratori pubblici, dagli imprenditori alle organizzazioni di categoria, hanno cominciato ad analizzare i motivi di questo declino aprendo una discussione quantomai necessaria”.
A dichiararlo, in un comunicato, è Grosseto Città Aperta.
“Tutti, in realtà, eccetto uno – continua la nota -. Il sindaco di Grosseto si è infatti trincerato dietro un imbarazzante silenzio, inframezzato al più da qualche uscita spot sui social per scaricare le responsabilità su altri, a cominciare dalla Provincia. Come se non fosse proprio lui, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ad amministrare da oltre sette anni la città capoluogo, nel bene e nel male traino dell’intero territorio. Non sono bastate neppure le critiche del presidente della Provincia Francesco Limatola a farlo uscire dalla tana, e dire che si trattava di critiche puntuali e costruttive, affiancate da un invito a lavorare insieme per tirare fuori Grosseto dalla secche in cui è stata impantanata”.
“E’ comprensibile che il sindaco soffra di una sorta di complesso di inferiorità rispetto all’attuale presidente della Provincia, che in due anni ha realizzato ben più di quanto fatto da Vivarelli Colonna nei suoi cinque anni a palazzo Aldobrandeschi, ma questo non può certo giustificare la refrattarietà del sindaco di Grosseto ad assumersi le proprie responsabilità e mettersi al lavoro nell’interesse di noi cittadini – sottolinea Grosseto Città Aperta -. D’altronde, se è vero che la nostra città è finita al 99° posto su 107 per la sicurezza, tanto che la maggioranza ha alzato bandiera bianca invocando goffamente l’esercito nelle strade, di problemi ne abbiamo pure ben altri. Il Sole 24 Ore ha infatti registrato il netto calo di Grosseto anche sul versante della ricchezza e dei consumi, così come sul versante degli affari e del lavoro, collocandoci addirittura in fondo alla classifica per l’imprenditorialità giovanile, dato da leggersi insieme agli indicatori demografici, sempre più impressionanti, tanto che siamo al quintultimo posto in Italia per cittadini in età non attiva”.
“E’ evidente che occorre una seria analisi da parte di tutti, amministratori pubblici e parti sociali, alla quale il sindaco del capoluogo non può continuare a sottrarsi – termina la nota -, magari cominciando con il raccogliere l’invito del presidente della Provincia a lavorare insieme per il bene del nostro territorio”.

