Home Colline MetallifereOspedale Sant’Andrea, la Uil: “Ortopedia a rischio chiusura e manca personale”

Ospedale Sant’Andrea, la Uil: “Ortopedia a rischio chiusura e manca personale”

"Servono chiarimenti da parte della Asl Toscana Sud Est"

di Redazione
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Grosseto. “Siamo oramai alle porte delle festività natalizie e, come ogni anno, l’organizzazione interna ai piccoli ospedali subisce delle modificazioni per permettere al personale una congrua fruizione e rotazione delle ferie, garantendo comunque il servizio ai pazienti”.

A dichiararlo, in un comunicato, è la segreteria della UilFpl Area Vasta Toscana Sud Est Siena–Arezzo–Grosseto.

“All’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima però, c’è una situazione di sofferenza e disagio, su cui la scrivente organizzazione sindacale intende porre l’accento per un doveroso ed opportuno approfondimento – continua la nota –. Siamo fortemente preoccupati per ciò che accadrà in merito al pensionamento del primario di Ortopedia del Sant’Andrea, concomitante con le dimissioni di un altro medico del medesimo reparto. Risulta addirittura anche l’ulteriore partenza di un altro chirurgo ortopedico. Rimarrà quindi solo una unità di dirigenza medica in ortopedia a Massa Marittima. Le attività chirurgiche, da quello che risulta, saranno sospese, almeno temporaneamente, e non siamo al corrente dei termini di tale sospensione”.

“Consequenzialmente, il personale infermieristico e gli Oss presteranno il loro servizio in un clima di incertezza sulla loro prossima e futura collocazione che, al momento, ci risulta, sia quella di ruotare negli altri reparti, con il dubbio della possibilità di fruizione dei necessari riposi. Di qui la necessità di un chiarimento sugli sviluppi che l’Azienda intende programmare sui piccoli ospedali, tra cui quello di Massa Marittima, tramite il confronto, come auspichiamo, con le organizzazioni sindacali – termina il comunicato -. La UilFpl significa l’urgenza di un incontro con l’Azienda, allo scopo di chiarire una situazione, da tempo conosciuta, che sta creando fin troppe incertezze e preoccupazioni al personale sanitario e, ovviamente, alla collettività”.

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