Home Castiglione della PescaiaDiaccia Botrona, i 5 Stelle: “Gori snobba gli attivisti di Castiglione, no alle dimissioni di Nappi”

Diaccia Botrona, i 5 Stelle: “Gori snobba gli attivisti di Castiglione, no alle dimissioni di Nappi”

di Redazione
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Castiglione della Pescaia. Il gruppo di attivisti di Castiglione della Pescaia chiede se Giacomo Gori, unico consigliere del Movimento 5 Stelle nel Consiglio comunale di Grosseto, “‘si sia ‘dimenticato’, ‘temporaneamente’, alcuni principi fondanti del Movimento 5 Stelle, espressi in più articoli, nello Statuto. Si ricorda, al Gori, che il movimento indica tra i principi più importanti il dialogo tra attivisti, la cura del linguaggio e il rispetto delle opinioni degli attivisti. Per analizzare questa vicenda bisogna partire dai soggetti”.

“Si parla appunto del Comune di Castiglione della Pescaia e del suo gruppo di attivisti e del Comune di Grosseto, con un unico consigliere del Movimento, Giacomo Gori, e del suo gruppo di attivisti – continua la nota -. Quindi due Comuni diversi, con attivisti diversi e esigenze diverse che, nell’ottica dei gruppi territoriali, come prossima organizzazione del Movimento, potrebbero unirsi per attivarsi congiuntamente e con maggioranze che decidono le attività sul territorio. Ma c’è un particolare che forse Gori ha dimenticato: ossia che i gruppi territoriali, indicati nello statuto, non si sono ancora costituiti, né a Grosseto e neanche in provincia, e che, quindi, non esiste ancora una maggioranza di attivisti che possa decidere le azioni da intraprendere sul territorio della provincia, tantomeno azioni che riguardino Comuni limitrofi, senza prima consultare, quantomeno gli attivisti dello stesso Comune ‘vicino di casa’”.

“In realtà Giacomo Gori e il suo gruppo di attivisti di Grosseto hanno intrapreso ogni iniziativa, relativamente alla vicenda della Diaccia Botrona che è vicenda che interessa l’intera provincia, senza tenere in minima considerazione il parere del gruppo di attivisti di Castiglione che gli avevano chiesto, più volte, nell’ambito di una chat politica, di evitare di chiedere le dimissioni di Elena Nappi, come consigliera della Provincia di Grosseto, spiegando le ragioni e motivando il proprio dissenso – prosegue il comunicato -. Non solo: Giacomo Gori e il suo gruppo stanno predisponendo ‘banchini informativi‘ anche presso il Comune di Castiglione della Pescaia, per chiedere le firme alla cittadinanza per chiedere le dimissioni di Elena Nappi, come consigliera della Provincia. Questa è una doverosa premessa per analizzare tutte la vicenda che ci ha visti costretti a fare un comunicato di questo tipo. Ma partiamo dai fatti”.

Incontro del 20 febbraio 2023 di Elena Nappi e Giacomo Gori alla presenza degli attivisti di Castiglione e Grosseto – continua la nota -. In data 20 febbraio 2023, quindi due settimane fa, alle ore 21, una rappresentanza del gruppo di attivisti di Castiglione e alcuni attivisti di Grosseto, alla presenza di Lorenzo Olivotto, di recente nomina a coordinatore provinciale, hanno assistito a un confronto diretto tra Elena Nappi e Giacomo Gori. Confronto, civile e costruttivo, in cui entrambi hanno ripercorso, con una narrazione molto dettagliata e con un dibattito tra i due, tutta la vicenda della Diaccia Botrona: dal ‘patto elettorale’, in cui Limatola e Nappi si impegnavano a bloccare la vendita della Diaccia Botrona (900 ettari) a fronte del voto di Giacomo Gori, per la loro elezione in Provincia (dicembre 2021), fino alla vendita della Diaccia Botrona, di poche settimane fa (febbraio 2023). Questo confronto era stato chiesto proprio dagli attivisti per poter avere una narrazione il più possibile completa e dettagliata, espressa, civilmente, da parte delle due parti contrapposte. E così è andata: incontro civile e utile per comprendere la complessa vicenda della Diaccia Botrona”.

“Qualche giorno dopo questo incontro il gruppo di attivisti di Castiglione ha confermato, ancora una volta, il proprio parere, ossia che era e rimane nettamente contrario alla richiesta di dimissioni di Elena Nappi, come consigliera della Provincia di Grosseto. Questo parere è stato comunicato, per correttezza, per iscritto, nella chat provinciale al Gori e ad Olivotto – sottolinea la nota -. Un parere motivato dal gruppo di Castiglione che, dopo aver ascoltato, letto i documenti, ha valutato corretto e coerente il percorso politico e giuridico di Elena Nappi, come consigliera provinciale, anche nella vicenda che poi ha portato la Provincia a vendere parte della Diaccia Botrona (900 ettari), nonostante l’impegno preso con Gori, da parte di Limatola e Nappi. Si parla di ‘malafede’ politica da parte di Nappi e Limatola: la realtà è ‘leggermente’ diversa, secondo il gruppo di attivisti di Castiglione. Il parere ‘pro veritate’, che significa ‘a favore della verità’, dell’avvocato amministrativista, consultato dalla Provincia, non lascia dubbi e dimostra, a parere del gruppo, in modo inoppugnabile, l’impossibilità di poter operare la revoca della vendita della Diaccia Botrona da parte della Provincia, se non provocando un ingente danno economico alla Provincia stessa, quindi ai cittadini. Il parere dell’avvocato parla di esborso da parte della Provincia di ‘somme rilevanti’ nel caso in cui la Provincia avesse deciso di bloccare la vendita, questo non dovrebbe stupire nessuno, visto che si tratta pagamenti e di spese e/ danni, in relazione a una cifra di circa 6 milioni di euro”.

“Gori continua a parlare di ‘danno erariale’, ma è esattamente il contrario di ciò che indica il consigliere: il danno erariale ci sarebbe stato se la Provincia avesse bloccato la vendita, dopo l’aggiudicazione del bene – prosegue il comunicato -. Il gruppo di attivisti di Castiglione ricorda a Gori che, ultimamente, ha preso l’’abitudine’ di chiedere le dimissioni degli altri, che il ‘danno erariale’ si determina anche quando vi sia un ‘mancato introito di denaro nelle casse della pubblica amministrazione’. Domande senza risposta. Quindi: secondo Gori ed Olivotto, Limatola e Nappi avrebbero dovuto bloccare la vendita della Diaccia Botrona arrecando un danno erariale da ‘mancate entrate’ ‘per 6 milioni di euro, alla Provincia, con tutte le spese varie e risarcimenti da valutare, solo per rispettare il ‘patto elettorale’ fatto con Giacomo Gori del Movimento 5 Stelle?“.

Ribadisce il gruppo di attivisti di Castigione che “sia Elena Nappi che Limatola non hanno potuto operare la revoca della vendita della Diaccia Botrona, proprio per non provocare un danno erariale ingente alla Provincia e quindi ai cittadini. Ma proseguiamo con ordine. Il parere degli attivisti di Castiglione di evitare di chiedere le dimissioni di Elena Nappi è stato quasi del tutto ignorato da Gori ed Olivotto. In un comunicato di risposta di Olivotto, gli attivisti vengono ‘declassati’ a ‘simpatizzanti’. In altre discussioni, proseguite dopo vengono, addirittura, definiti attivisti ‘inutili’. Tutto questo perché avevano espresso un parere contrario al parere di Gori? E’ questo il rispetto per ‘la cura del linguaggio’ che il Movimento indica nello statuto? Le motivazioni di tale dissenso non sono mai state approfondite e/o prese in sera considerazione, si sono limitati a dire che il gruppo di attivisti di Castiglione voleva fare da ‘appoggio al Pd’. Parere motivato del gruppo di attivisti di Castiglione Oltre a tutto quanto sopra esposto, ai dubbi e alle domande, le motivazioni del gruppo di attivisti di Castiglione si basano su fattori oggettivi dimostrati dagli atti approvati, che saranno esposti qui di seguito”.

“Il gruppo di attivisti di Castiglione, oltre a ritenere Elena Nappi un ottimo sindaco, in generale, ricordano a Gori e ad Olivotto che il Comune di Castiglione è l’unico Comune della provincia che, proprio grazie ad Elena Nappi, – prosegue la nota -:
1) in data 22 novembre 2021 ha fatto pervenire manifestazione di interesse per la stipula di un contratto di comodato d’uso gratuito nelle aree ricadenti nella riserva naturale della Diaccia Botrona, ricadenti nel proprio Comune;
2) grazie al vincolo di destinazione di uso apposto sull’area della riserva, dalla Provincia, nel contratto di vendita, si è impegnato a prendere in comodato d’uso per 90 anni la parte più delicata della Diaccia Botrona ( 200 ettari);
3) ha proposto le proprie osservazioni al nuovo Ptc, che riguardano gli interventi agrari permessi, nella parte adiacente alla riserva naturale della Diaccia ( 700 ettari) ;
4) con le osservazioni ha, inoltre, proposto rilevanti limitazioni, nel nuovo Ptc, proprio nella parte limitrofa alla riserva, in particolare dove chiede che non vengano ammesse ‘colture aliene’ e di ‘privilegiare interventi con colture agricole tradizionali e a basso impatto sui consumi idrici, concimi e fitofarmaci con limitazione all’uso dei mezzi meccanici’. 

Appare quindi fondamentale che il Movimento 5 Stelle, che è da sempre a favore di una tutela massima delle aree naturali e delicate, possa impostare la massima collaborazione con le istituzioni, proprio per essere ‘custodi’ insieme delle aree da proteggere, invece che ‘perdere tempo’, a chiedere le dimissioni, senza alcuna valida motivazione”.

“Patto elettorale con Giacomo Gori. Passando adesso all’analisi del ‘patto elettorale’ che Gori ‘sbandiera ai 4 venti’ per invocare le dimissioni di Elena Nappi e di Limatola, e le firme di tutti i cittadini di Grosseto e Castiglione della Pescaia, facciamo, ‘sommessamente’, notare che è vero che Elena Nappi e Limatola si erano impegnati a fare il possibile per evitare la vendita della Diaccia Botrona. Nel patto parla di ‘impegno’, però, non di ‘mission impossible’ – prosegue il comunicato -. Le ‘missioni impossibili’ si fanno altrove e non dentro le istituzioni in cui a pagare, eventuali errori, sono i cittadini, ‘in primis’, e un ‘ammanco’ di più di 6 milioni di euro per una mancata vendita di un bene immobile già aggiudicato non è cosa di poco conto. Elena Nappi si è insediata a dicembre 2021, ma l’aggiudicazione della Diaccia Botronaera già stata effettuata a settembre 2021. Quindi molto prima del suo insediamento. Inoltre, la vendita della Diaccia Botrona era stata già decisa molto tempo prima dell’insediamento di Nappi e Limatola, come anche indicato dagli atti e come indica anche il parere legale “’a favore della verità’ dell’avvocato fiorentino. Elena Nappi, quindi, ha fatto il possibile (e l’impossibile) per potere tutelare la Diaccia Botrona prima, durante e dopo la vendita”.

“Premesso quanto sopra, proprio adesso è importante insistere per il riacquisto, da parte della Provincia, di quella parte più delicata delle Diaccia Botrona. Grazie alla proposta di vendita irrevocabile contenuta nel contratto di compravendita, dalla Provincia, questo, forse, sarà possibile nel futuro. Acquisto che avverrà, si presume, compatibilmente al bilancio, fra 5 anni, senza provocare il ‘danno erariale’, ‘paventato’ dal Gori, nel suo ultimo intervento. Domande al Movimento 5 Stelle provinciale, ad oggi senza risposta. Ultimo ma non per importanza: come pensano di agire, da ora in poi, Gori e Olivotto, nell’ambito della provincia di Grosseto, visto che chiedono le dimissioni del presidente Limatola, del Pd, e della consigliera Elena Nappi, di una lista civica? Pensano di ‘appoggiare’ il centrodestra? Hanno già in mente le ‘sostituzioni’ì? Sarebbe interessante saperlo da parte degli attivisti di Castiglione e da parte di tutti i ‘simpatizzanti’ e attivisti del Movimento della provincia – termina il comunicato -. Il gruppo di attivisti di Castiglione ha già fatto la propria scelta, assumendosene la responsabilità e, compatibilmente con i principi del movimento, ha scelto di dissociarsi dalle richieste di dimissioni, proposte da Giacomo Gori e Olivotto, e di affiancare il proprio sindaco. Anzi ,le chiede di continuare ancora nel suo compito difficile e complesso, di consigliere provinciale, fino ad oggi portato avanti con coraggio e correttezza, proprio per attuare la migliore tutela possibile del territorio e della Diaccia Botrona”.

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