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Pinacoteca civica, Di Giacinto: “La struttura ha preso una parabola discendente”

di Redazione
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“Ventisette anni fa, spendendo poco più di 100milioni di lire, fu inaugurata la civica pinacoteca ‘Amedeo Modigliani’ di piazza del Popolo, il primo spazio artistico del mondo dedicato al grande pittore e scultore livornese”.

A dichiararlo, in un comunicato, è Massimo Di Giacinto, consigliere comunale dell’omonima lista civica a Follonica.

“A quel tempo il palazzo aveva assoluto bisogno di essere totalmente riqualificato e, con quei pochi soldi ma tanta passione e buona volontà da parte di chi poi ci avrebbe lavorato, si fecero i progetti e le gare, i lavori, il sistema di illuminazione e l’impianto di allarme per la sicurezza delle opere d’arte – spiega Di Giacinto -. Le iniziative culturali partirono con opere donate da pittori locali, privati cittadini e dipinti dei concorsi di pittura ‘Golfo del Sole’ degli anni ’60. Poi via via arrivarono e furono classificate, fotografate, censite e esposte oltre trecento opere perlomeno di standard medio e alcune molto interessanti di firme prestigiose. Addirittura iniziò la collaborazione con Carlo Pepi, uno dei più grandi collezionisti al mondo di ‘macchiaioli’ e tra le voci più autorevoli su Modigliani, che possiede una collezione di oltre diecimila opere e ventimila volumi d’arte. Tante mostre di altissimo livello, successi di critica e stampa, migliaia di visitatori con indiscutibili ritorni di immagine per la città e positive ricadute sull’economia locale”.

“Poi tutto rallenta nel 2018 con il pensionamento del primo e unico direttore della pinacoteca Roberto Sabatelli, colui che l’aveva pensata, realizzata e condotta su incarico delle amministrazioni comunali di quegli anni – continua la nota -. Da allora in poi la pinacoteca ha perso la sua caratteristica essenziale diventando un luogo culturale polivalente dove ci si fa un po’ di tutto. Per la verità già prima c’era un uso ‘promiscuo’: per esempio capitava di partecipare a un incontro politico, o ad una conferenza, con dei Modigliani appesi alle pareti. Ma da qualche tempo la cosa è davvero strabordata. Qualsiasi forma di espressione artistica merita apprezzamento e ammirazione, ma è necessario renderla quanto più produttiva possibile a vantaggio della comunità cittadina della quale, alla fin fine, si gestiscono i soldi pubblici. Poi mi chiedo perché non vengono esposte, e dove sono, le opere delle donazioni degli anni d’oro della pinacoteca. Spero che siano conservate come si deve, nel rispetto dei donatori e perché appartengono alla città, alle future generazioni e non al sindaco o all’assessore di turno”.

“Non è polemica, sarebbe perfettamente inutile, ma una brevissima sintesi della parabola discendente della struttura culturale di piazza del Popolo, adesso ampiamente sottoutilizzata, nella speranza che ritorni a essere quello che era – termina Di Giacinto: una pinacoteca vera e propria, cioè il luogo dove sono conservate, tutelate e offerte alla visione del pubblico delle opere d’arte dipinte o scolpite”.

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