Home Colline MetallifereVenator, Pci: “Politica e istituzioni dimenticano crisi dell’azienda”

Venator, Pci: “Politica e istituzioni dimenticano crisi dell’azienda”

di Redazione
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“Siamo tutti spettatori di quello che sta succedendo a Piombino, in attesa che il presidente Giani, nonché commissario, decida sul rigassificatore”.

A dichiararlo, in un comunicato, sono la segreteria del Pci della federazione di Grosseto e quella della Colline Metallifere.

“Sulla vicenda non passa giorno che non se ne parli. A Piombino fervono manifestazioni, sit in, incontri, prese di posizione. Persino l’amministrazione ha promosso un incontro dove, con l’ausilio di esperti incaricati, ha spiegato le motivazioni del no e rimarcato la volontà di non recedere dalla battaglia ed anzi se necessario ricorrere al Tar – continua la nota. Da noi invece un’azienda come la Venator minaccia di licenziare, di ridimensionare la produzione e l’indotto con una notevole contrazione di posti di lavoro e non si fa nulla? Prima delle elezioni politiche tutti, dai partiti, ai sindaci, agli assessori, ai cancelli della Venator con gli operai a manifestare, a dare solidarietà, a non risparmiare promesse ed ora, a quasi un mese di distanza dalla tornata elettorale, subito dopo il 25 settembre, tutti zitti, è calato un silenzio inquietante e poi le croci i cittadini le hanno già messe un mese fa. Ora l’unica croce rimasta è quella che dovranno portare i licenziati o quelli che saranno messi in cassa integrazione se la vicenda non trova soluzioni alternative”.

“Noi come Pci non ci stiamo, proponiamo che, da parte dei Comuni interessati, a partire dal Comune dove ha sede l’impianto, magari sostenuto da tutte le amministrazioni del comprensorio, venga organizzato un incontro pubblico per informare la cittadinanza di quello che sta accadendo e dell’evolversi della situazione  – sottolinea il Pci -. Copiamo Piombino, anche se a molti non piace copiare un sindaco di Fratelli d’Italia, ma copiamo almeno il suo metodo ossia, quello di metterci la faccia e spendersi, come ha fatto lui, in qualcosa che Piombino e i piombinesi non vogliono e che, a dire la verità, potrebbe o dovrebbe interessare anche noi limitrofi. È dovere delle istituzioni, delle forze politiche tutte, responsabilmente, intervenire e non restare a guardare, aspettare. Ci sono persone, famiglie che non sanno quale futuro si prospetterà se la crisi andrà avanti“.

“C’è un territorio che non sa quale futuro si prospetta se la situazione non viene affrontata e risolta, non ci sono solo le tornate elettorali per presentarsi ai lavoratori a chiedere un voto, c’è il rispetto del mandato avuto vincolato alla Costituzione che all’articolo 1 recita ‘L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro’ – termina la nota -. E allora, istituzioni e politica non lasciamo soli quegli operai a difendere quel grande valore che si chiama lavoro, diamo un segno che siamo loro accanto e combattiamo con loro per il ruolo che siamo chiamati a coprire”.

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