Home GrossetoAttualità GrossetoRose Pigre: il superyacht con equipaggio quasi tutto maremmano torna a Monte Argentario

Rose Pigre: il superyacht con equipaggio quasi tutto maremmano torna a Monte Argentario

di Redazione
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Si, è il primo superyacht del 2022 atterrato alla storica banchina della Pilarella a Porto Santo Stefano, amato dai residenti per avere l’equipaggio quasi tutto santostefanese, con il comandante Maurizio Amato e il direttore di macchina Valerio Ballini, e Artemare Club è andato ad omaggiare marinarescamente con il comandante Daniele Busetto.

Rose Pigre, acronimo con i nomi dei familiari dell’armatore, precedentemente chiamato Odyssey, è lungo 45 metri circa, costruito da Royal Denship in Danimarca nel cantiere navale di Aarhus e consegnato nel 2007, quest’anno ha una splendida livrea di colore nuovo. Racconta il comandante Daniele Busetto che il sofisticato design esterno e l’ingegneria di questa nave di lusso sono opera di Diana Yacht Design, ha interni lussuosi progettati da Rune Design ed è caratterizzato da uno scafo dislocante in acciaio e sovrastruttura in alluminio con ponti in teak, è dotato di “stabilizzatori a velocità zero” che lavorano all’ancora aumentando il comfort a bordo quando lo yacht è fermo. Alimentato da 2 motori diesel Caterpillar da 840 CV, è azionato dalle sue eliche bivite ed è in grado di raggiungere una velocità massima di 14 nodi. Il super yacht ha un omonimo Rose Pigre che naviga per il Mediterraneo: un panfilo di 28 metri costruito dal cantiere italiano Rossinavi nel 2004.

Ad Artemare Club piace nominare anche tutto l’equipaggio della foto in banchina per il proprio archivio storico: oltre al comandante e ia direttore già citati, il primo ufficiale Marialaura Vospeli, il secondo ufficiale Matteo Rosi, la chief stewardess Elvira Confuorto, la stewardess Ariola Veshi e i giovani e bravi stagisti dell’Istituto nautico di Porto Santo Stefano Davide Fanciulli e Leonardo Alocci, le promesse per il futuro marittimo del nostro Paese, perchè è nota e storica la perizia marinaresca plurisecolare degli “argentarini”, a partire dalle barche che riuscivano a sfuggire ai pirati saraceni, fatto che viene ricordato con l’annuale Palio marinaro, alle attività di pesca, al contributo di uomini dato alla Marina Militare e dal dopoguerra in poi dei comandanti, direttori di macchina e marinai nello yachting.

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