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Il panorama economico continua a essere instabile e fare previsioni certe sulla ripresa è al momento complicato. Ci sono però alcuni settori che indubbiamente vedranno una crescita negli anni a venire, assumendo nuovo personale e creando posti di lavoro. Pur in una situazione generalmente incerta possiamo quindi individuare alcune opportunità future per chi sia in cerca di una prima occupazione o di una nuova carriera nel 2022.
Mercato del lavoro: la situazione in Toscana
Un’analisi realizzata dalla piattaforma InfoJobs suggerisce una ripresa del mercato del lavoro in Toscana durante il 2021. Ciò si riflette in un aumento delle offerte di lavoro condivise sul sito, che sono cresciute del 28% rispetto al 2020. Grosseto è in linea con la media regionale: gli annunci per la provincia sono al +28,6% paragonate all’anno precedente. La categoria che ha visto una crescita maggiore (+61,7%) è quella di logistica e magazzino. È alta anche la richiesta di operai specializzati e addetti alle vendite.
Uno studio di Ires Toscana evidenzia però che, nonostante la ripresa economica, in regione permane una situazione di instabilità. Molti dei posti di lavoro sono infatti a tempo determinato, creando una persistente situazione di precarietà anche per chi viene assunto. Si nota inoltre una crescita anomala del numero di inattivi, che non cercano lavoro e non sono impegnati in alcun tipo di formazione professionale. Ciò può essere dovuto in parte alle restrizioni legate alla pandemia, che rendono più complicata la ricerca di un impiego. Il fenomeno può anche avere a che fare con la richiesta da parte delle aziende di figure altamente specializzate, soprattutto nel settore digitale, che spesso sono difficili da reperire.
Settori chiave per la ripresa e l’occupazione
Le stime riguardanti il mercato del lavoro nel breve-medio termine puntano su due settori chiave per la ripresa: il digitale e la sostenibilità. La pandemia ha sicuramente accelerato un processo già in atto e secondo le previsioni il 30% delle offerte lavorative si concentrerà in questi due settori. Secondo i dati del rapporto Excelsior, la richiesta di lavori “green” dovrebbe attestarsi tra le 480mila a 600mila unità. Si tratta di professioni legate all’economia circolare e alle energie rinnovabili, che dovrebbero fungere da motore per la transizione ecologica. Al momento esistono però criticità riguardo alla formazione, che ostacolano il passaggio a un’economia più sostenibile.
Per quanto riguarda il settore digitale, le aziende cercheranno tra i 210mila e 267mila professionisti specializzati in informatica. Tra questi ci sono data scientist, esperti di cybersecurity, e specialisti nei campi dell’intelligenza artificiale e dell’automazione.
Il ruolo centrale della formazione professionale
Come accennato, una delle cause per cui domanda e offerta di competenze faticano a incontrarsi è una mancanza di formazione professionale adeguata. Nonostante esistano ormai numerosi corsi per prepararsi a svolgere i lavori digitali, non sempre chi cerca lavoro sa a chi rivolgersi. Un primo passo può essere trovare un corso di coding valido, per apprendere le competenze alla base delle professioni digitali più richieste. Il bootcamp intensivo di Aulab, ad esempio, forma in tre mesi per iniziare subito a lavorare come web developer. Dopo aver acquisito le fondamenta di programmazione è inoltre possibile continuare a specializzarsi in modo autonomo, studiando altri linguaggi o specializzandosi in un’area in particolare. Nel futuro prossimo il panorama lavorativo sarà infatti caratterizzato dalla necessità di formazione continua, per rimanere al passo con nuove tecnologie che evolvono rapidamente. Infine, è importante menzionare le soft skill, ovvero le competenze trasversali come l’empatia e la capacità di comunicare con gli altri, l’abilità nel networking, il problem solving e la flessibilità. Coltivare ed evidenziare queste competenze sarà un altro fattore importante per avere successo nella ricerca del lavoro nei prossimi anni.

