Home EconomiaTurismo, Fisascat Cisl: “Dati positivi, ma le condizioni dei lavoratori possono essere migliorate”

Turismo, Fisascat Cisl: “Dati positivi, ma le condizioni dei lavoratori possono essere migliorate”

"Trasformare la stagione turistica in un sistema turistico"

di Redazione
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Grosseto. Con la stagione estiva che si avvicina al termine, Fisascat Cisl tira le somme dell’andamento del settore e lancia alcune proposte per migliorare l’occupazione in provincia di Grosseto.

“Secondo i dati elaborati da Irpet – dichiara Sara Tosi, segretaria generale di Fisascat Cisl Grosseto –, nei servizi turistici della provincia gli addetti dipendenti risultano in crescita nel primo trimestre 2026: si tratta di 7200 lavoratori contrattualizzati, con un aumento del +2,7%. Sul fronte delle presenze, il 2025 ha registrato una significativa flessione, mentre i primi mesi dell’anno in corso indicano una sostanziale stabilizzazione. Questi numeri, però, vanno interpretati anche tenendo conto della forte stagionalità che caratterizza il turismo sul territorio e del peso che ha il turismo balneare. Per questo, la loro lettura e interpretazione richiedono prudenza, perché saranno i numeri di questo secondo e terzo trimestre a darci un’indicazione fondamentale per interpretare lo ‘stato di salute’ del settore”.

La tendenza positiva che emerge dai dati, unita alle dinamiche occupazionali che Fisascat Cisl registra quotidianamente, “ci restituisce – continua Tosi la fotografia di un turismo che continua a rappresentare un motore importante dell’economia e dell’occupazione toscana. La tendenza positiva, seppure con differenze rilevanti tra i territori e con la cautela nell’interpretare dati stagionali e ancora provvisori, deve essere l’occasione per fare un salto di qualità nelle politiche del lavoro”.

Il problema, per Fisascat Cisl Grosseto, non è solo la retribuzione stabilita dai contratti nazionali di lavoro: “Perché incidono in modo decisivo anche quante ore e per quanti mesi si riesce, effettivamente, a lavorare durante l’anno. La forte stagionalità e il part-time involontario possono comprimere il reddito annuo dei lavoratori e, se si guarda al futuro, anche la posizione previdenziale”.

Per Grosseto, sottolinea Fisascat Cisl, la priorità è evidente: “Non basta concentrare l’attività nei mesi centrali dell’estate, ma si deve lavorare per allungare progressivamente la stagione, continuando a valorizzare la costa, insieme, però, ad aree interne, borghi, patrimonio ambientale ed enogastronomico, affinché la crescita turistica produca più mesi di lavoro e maggiore continuità occupazionale”.

Occorre agire, ribadisce l’organizzazione sindacale, su più livelli: “A livello nazionale – spiega Tosichiediamo da tempo una revisione degli ammortizzatori sociali dedicati ai lavoratori stagionali del turismo, capace di garantire maggiore continuità di reddito e contribuzione previdenziale nei periodi di fermo, collegando tutela, formazione e politiche attive. Alla Regione Toscana chiediamo l’apertura di un tavolo di confronto con le parti sociali, per costruire misure selettive che incentivino realmente il prolungamento dei contratti stagionali e l’aumento delle ore per chi è occupato con un part-time involontario. Esperienze già realizzate da altre Regioni, come la Liguria, dimostrano che è possibile utilizzare le risorse pubbliche per premiare chi prolunga la durata dei rapporti e investe sulla stabilità dell’occupazione”.

Un altro punto centrale del lavoro di Fisascat Cisl è il contrasto al dumping contrattuale: “La legge regionale sul turismo indica con chiarezza il riferimento ai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative e agli accordi sindacali di secondo livello, e questo è davvero importante; ma, per essere realmente efficace, ha bisogno di verifiche e monitoraggi sulla sua concreta applicazione”.

La provincia di Grosseto, per Fisascat Cisl, “ha tutte le condizioni – conclude Tosi – per trasformare una stagione turistica forte in un sistema turistico più lungo e più stabile, in cui la qualità dell’offerta vada di pari passo con la qualità del lavoro”.

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