Home Costa d'argentoEutanasia legale: al via la raccolta firme dei Giovani Democratici per il referendum

Eutanasia legale: al via la raccolta firme dei Giovani Democratici per il referendum

di Redazione
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Ad Orbetello parte oggi la raccolta firme per il referendum sull’eutanasia legale.

“Per poter dare la parola ai cittadini sull’eutanasia, dobbiamo raccogliere 500.000 firme in tutta Italia entro il 30 settembre 2021 – si legge in un comunicato dei Giovani Democratici della cittadina lagunare -. Sono i Giovani Democratici di Orbetello, nella persona del segretario Matteo Porta, ad aver accolto con piacere e convinzione la proposta dell’associazione ‘Luca Coscioni’ (principale promotrice della campagna referendaria a livello nazionale) di organizzare un tavolo anche nel Comune lagunare. Sarà possibile firmare oggi, venerdì 16 luglio, dalle 18 alle 20 in piazza Eroe dei due mondi e sabato 17, dalle 10 alle 12, presso la località ‘La Spiaggetta’ di Orbetello; ma si sta valutando la possibilità di offrire alla popolazione questo servizio ogni fine settimana. L’autenticatore delle firme sarà l’avvocato Luca Aldi”.

Le ragioni del referendum

“Grazie alle disobbedienze civili di Marco Cappato e Mina Welby abbiamo ottenuto nel 2017 la legge che riconosce il valore del testamento biologico e una sentenza della Corte costituzionale che ha aperto dei varchi sulla disponibilità della vita umana – continua la nota -. Oggi in Italia possono porre fine alle loro sofferenze solo i pazienti per cui risulti sufficiente l’interruzione delle terapie, come previsto dalla legge 219/2017. La Corte costituzionale ha chiarito che l’aiuto al suicidio (art. 580 del Codice penale) non è punibile nel caso in cui la persona che lo richiede sia tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale. Tutte le altre persone con patologie irreversibili che procurano dolori intollerabili, e i pazienti impossibilitati ad assumere autonomamente un farmaco (a causa di Sla, di una tetraplegia…) nel nostro Paese non hanno la possibilità di scegliere, e di chiedere aiuto medico attivo per la morte volontaria, perché il nostro Codice penale vieta l’omicidio del consenziente (art. 579 C.p)“.

“Molte persone gravemente malate oggi non sono libere di scegliere fino a che punto vivere la loro condizione. Non hanno diritto all’aiuto medico alla morte volontaria, al suicidio assistito o ad accedere all’eutanasia come è invece possibile in Svizzera, Belgio, Olanda, Spagna, Canada, molti stati degli Stati Uniti e sempre più Paesi nel mondo – sottolinea la nota -. Perché nonostante una proposta di legge di iniziativa popolare depositata nel 2013 e due richiami della Corte costituzionale, il Parlamento in tutti questi anni non è mai riuscito a discutere di eutanasia legale. Ecco perché, a fianco delle persone che non possono aspettare i tempi della politica e della giustizia, abbiamo deciso di dare la parola ai cittadini con un referendum. Il quesito referendario si pone l’obiettivo di introdurre l’eutanasia legale tramite l’abrogazione parziale dell’art. 579 del Codice penale che punisce l’omicidio del consenziente. Tecnicamente il quesito lascia intatte le tutele per le persone vulnerabili, i minori di 18 anni, le persone che non sono in grado di intendere e volere, quelle il cui consenso è stato estorto e potrà introdurre nel nostro Paese il diritto all’aiuto medico alla morte volontaria“.

In questo modo si possono abbattere le discriminazioni oggi esistenti – termina la nota -, consentendo la possibilità di scegliere un fine vita consapevole, controllato e sereno, anche alle persone malate che necessitano di un aiuto esterno per porre fine alle proprie sofferenze“.

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