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Chiusure in zona rossa, Confartigianato: “Serve chiarezza sui servizi alla persona”

di Redazione
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Dopo l’amara sorpresa del Dpcm del 3 novembre, che aveva escluso i centri estetici dalle attività di servizi alla persona consentite nelle zone rosse, Confartigianato Grosseto, facendosi portavoce dei professionisti del settore, chiede che, nell’ambito dei prossimi provvedimenti governativi, non si ripeta lo stesso clamoroso errore che sta facendo sentire i suoi effetti con la pesante penalizzazione subita dai centri estetici nei tanti giorni rossi. Questa ingiustificata discriminazione danneggia e mortifica l’intero settore“.

A dichiararlo è Mauro Ciani, segretario di Confartigianato Grosseto.

“Le norme attualmente in vigore non solo colpiscono economicamente le nostre imprese, ma mettono anche a rischio la salute dei clienti, bersagliati dalle offerte degli operatori abusivi che, in quanto tali, non subiscono alcuna restrizione. Come associazione riteniamo ingiusto il trattamento riservato ad una categoria che ha sempre applicato le regole con la massima diligenza ed ha rispettato, in questo periodo di emergenza sanitaria, tutte le misure previste per offrire ai propri clienti le migliori garanzie di sicurezza – sottolinea Ciani -. Nell’ambito delle attività di servizi alla persona, così come è stata giustamente ritenuta essenziale l’attività di acconciatura, parimenti dovrebbe essere considerata quella di cura del corpo e Confartigianato ha chiesto di conoscere la ragione che ha motivato la scelta di costringere alla chiusura le imprese di estetica. Ma anche altre limitazioni hanno colpito tutte le attività del benessere che si sono viste privare dalla possibilità di ricevere i propri clienti residenti in comuni diversi e che hanno dovuto subire le più svariate interpretazioni dei locali organismi di controllo a fronte della chiusura nei week end delle attività nei centri commerciali“.

Non vi è chiarezza – continua il segretario e la confusione generata da queste misure ha danneggiato anche gli acconciatori, che si trovano a lavorare nei centri commerciali e che sono costretti a seguire le chiusure previste per agli esercizi commerciali per i giorni festivi. Ma non si tiene conto che si tratta di un’attività artigiana e non commerciale, e nel Dpcm del 3 dicembre, il Viminale ricorda che i passaggi relativi alle chiusure si riferiscono in via esclusiva alle sole attività di vendita al dettaglio e non anche alle attività di servizi alla persona, tra cui acconciatori. Sul tema in questione siamo impegnati da settimane perché tali chiarimenti sono indispensabili per questi professionisti“.

“Deve essere inoltre chiaro che è sempre possibile lo spostamento tra Comuni per raggiungere il proprio acconciatore/estetista di fiducia, perché questi professionisti non vendono merce: i servizi alla persona si basano su una forte fiducia e non si affida il proprio corpo a chiunque. Il nostro appello al Governo – conclude Mauro Cianiè dunque quello di accogliere le istanze del settore ripristinando, nell’ambito dei prossimi provvedimenti, una situazione che consenta alle imprese regolari di operare con serenità, nell’osservanza delle regole a tutela della salute dei cittadini, dell’economia del settore e dello stesso Paese

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