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Trading online: cresce l’interesse nel 2020

di Redazione
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Questo strano 2020 ha portato tantissimi cambiamenti e, tra questi, oggi analizzeremo la crescita esponenziale del numero di trader, ovvero di persone che iniziano ad investire capitali con il trading online. La crescita di utenti attivi si è misurata attraverso l’aumento delle iscrizioni presso i broker di trading online, le società autorizzate ad agire in qualità di intermediario finanziario. Consob ha rilevato la presenza di quasi trecento broker sul suolo italiano, menzionando anche l’aumento di aziende certificate dall’ente che corrispondono a circa l’83% di quelle presenti e attive.

Pandemia e Covid: ecco perché il trading online è cresciuto

Il fenomeno è stato certamente spinto dalla pandemia, un evento che ha favorito l’investimento autonomo in Borsa per via delle ragioni che tutti possiamo immaginare. È per questo che le piattaforme di trading online italiane godono di maggior popolarità rispetto agli arbori e quindi sono cresciuti anche gli aspetti indirettamente collegati come i siti di informazione, gli enti che forniscono formazione e la specializzazione delle piattaforme destinate a clienti al dettaglio.

Un mercato notevolmente migliorato

Nello specifico il cambiamento e la maggior regolamentazione hanno dato un forte sprint all’evoluzione tecnologica delle piattaforme su cui è possibile investire così che queste si presentano oggi come app davvero intuitive con le quali è possibile fare investimenti direttamente dal proprio smartphone ed in maniera piuttosto semplificata. I broker riconosciuti da Consob, inoltre, hanno aperto al grande pubblico abbassando considerevolmente le soglie minime di accesso e permettendo anche a chi possiede piccoli risparmi di muovere i primi passi. Sono migliorate le sezioni dedicate all’assistenza e al supporto e la presenza di demo e tutorial per l’apprendimento si sono moltiplicate per permettere alle persone di fare pratica prima di cominciare ad investire denaro vero.

Su cosa hanno investito gli italiani?

Durante il lockdown gli italiani hanno concentrato i propri investimenti sul mercato delle materie prime, tra cui il petrolio. Le oscillazioni di questa materia hanno permesso interessanti opportunità di speculazione per cui le fluttuazioni hanno portato il petrolio al di sotto dei 17 dollari al barile. Tra gli indici più popolari il Nasdaq 100 e lo S&P 500 hanno riscosso grande attenzioni. Il primo è l’insieme delle cento maggiori aziende non finanziate quotate all’interno del Nasdaq, tra cui compaiono Google, Amazon, Facebook e Microsoft. Il secondo comprende i titoli delle cinquecento società americane a maggior capitalizzazione, quotate alla Borsa di New York.

Titoli tedeschi e bitcoin

Infine è stato rilevato un interessante flusso verso il Dax 30, l’indice tedesco che raccoglie i titoli delle trenta società quotate alla Borsa di Francoforte con maggior capitalizzazione. Tra queste figurano Adidas, Bayer, Deutsche Bank e Siemens, per citarne qualcuna. Infine, crescono gli investimenti in criptovalute per cui il prezzo del Bitcoin è salito di oltre tremila euro in pochi mesi. Queste sono state le scelte degli italiani in quarantena che hanno saputo sfruttare il tempo a loro disposizione per appassionarsi al trading online, premesso che gli investimenti devono essere sempre frutto di uno studio formativo, sempre in continuo aggiornamento, data la dinamicità di questo particolare settore della finanza.

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