“Cari concittadini, scriviamo questa breve nota come Tavolo della salute pubblica per rappresentare la situazione dei nostri servizi sanitari, che non riguarda solo ed esclusivamente la nostra città, ma un intero territorio“.
Attraverso un comunicato, Paolo Mazzocco, Marco Mazzinghi e Luciano Fedeli intervengono sull’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima.
“È da tempo che sia a livello individuale che collegiale ci stiamo dedicando a questo tema – continua la nota -. La questione non è nata pochi giorni fa con l’ultimo allarme del trasferimento di un chirurgo, ma sono anni che il presidio delle Colline Metallifere e i servizi territoriali sono stati aggrediti da una logica che non mette in primo piano la salute, ma altro, ed assistiamo a un lento ma inesorabile depauperamento delle nostre strutture che provoca disagi ai cittadini e contribuisce alla crisi socio – economica e demografica in atto. Ci preme porre l’attenzione in questa fase al presidio ospedaliero non perché non crediamo o diamo meno importanza ai servizi territoriali, che pur vanno potenziati, ma perché quella struttura è lì e rappresenta un punto fondamentale di riferimento per la comunità territoriale, mentre i servizi territoriali, anche quelli promessi da anni come la Casa della Salute, hanno da venire”.
“Ci preme quindi tutelare l’esistente in attesa che anche quelle promesse per il potenziamento del territorio si realizzino e vadano a potenziare l’offerta sul diritto alla salute nel suo complesso. Il Tavolo della salute è nato con l’emergenza covid, la quale fortunatamente ci ha solo sfiorati, ma ha dimostrato, non solo a livello locale, come nel tempo il sistema sanitario sia diventato debole e fragile – prosegue il comunicato -. Questa nota vuole rappresentare un appello affinchè tutti noi ci muoviamo, usciamo allo scoperto, combattiamo perché il nostro presidio non sia ulteriormente dimensionato, ma potenziato. Lo dobbiamo fare per rendere migliore, più sicuro e vivibile, il territorio a chi non è più giovane e a chi, come i giovani, debba trovare motivazioni per non abbandonarlo andando a cercare luoghi dove possa trovare, oltre che a lavoro e altri servizi, anche punti di riferimento importanti come l’ospedale. Altre realtà si sono mosse in questa direzione: Volterra, da anni impegnata a difesa del proprio presidio, ha strappato un impegno concreto per il futuro, Piombino ha fatto altrettanto. Nella nostra provincia Orbetello ha garanzie, Castel Del Piano si è mobilitato e sta avendo risultati”.
“Anche noi delle Colline Metallifere dobbiamo farlo, soprattutto noi massetani. Uscire dal silenzio e pretendere non promesse, ma impegni certi, scritti e non solo dichiarati. Un ulteriore depotenziamento del presidio potrebbe essere fatale e significherebbe non solo avere meno garanzie per la tutela della salute, ma perdita di posti di lavoro e peso politico nel panorama provinciale – sottolinea la nota -. Metteremo in campo tutto il nostro impegno e la volontà con iniziative e proposte per muovere questa pericolosa e stagnante situazione. Chiediamo un impegno da parte di tutti, istituzioni, forze politiche, associazioni non per noi che firmiamo questo appello, ma per il nostro ospedale perché ogni pezzo che perdiamo non c’è e non ci sarà più dato. È un dovere civico traversale non un interesse privato”.
“Vogliamo ribadire le proposte che da molto tempo abbiamo avanzato: mantenere l’attuale numero di posti letto ospedalieri; inserire posti letto di terapia sub intensiva polivalente presso l’ospedale nel rispetto delle norme di indirizzo fissate dalle recenti misure governative; pretendere una dotazione organica di personale medico e infermieristico necessari al mantenimento delle attività di pneumologia, chirurgia, ortopedia e cardiologia nonché le attività di diagnostica h24 relative alle indagine radiologiche; mantenere il livello di intensità e di complessità degli interventi in area chirurgica ed ortopedica, tale da poter garantire anche le urgenze e la copertura della degenza h24. Per il territorio: ampliare l’offerta specialistica territoriale realizzando quei servizi già programmati nel quinquennio 2015-2020 e non realizzati e/o potenziati come Casa della Salute, servizi di assistenza domiciliare, specialistiche quali pediatria e neuropsichiatria infantile, psichiatria, ecc., ed avere un potenziamento di posti letto di comunità e cure intermedie – termina il comunicato -. Promuoveremo iniziative in questa direzione e contiamo sull’apporto di ognuno di voi“.

