“Le discussioni spesso rischiano di sommare parole alle parole, affermazioni e dissensi senza portare a nessuna conclusione. È così da noi e in tutto il mondo quando, invece di ragionare sulle ‘visioni’, si discute sugli strumenti. In provincia di Grosseto il dibattito sull’Inceneritore di Scarlino è stato viziato fin dalle origini. Cerchiamo di fare chiarezza“.
A dichiararlo, in un comunicato, sono Donatella Dominici e Rinaldo Carlicchi, coordinatori di Italia Viva della provincia di Grosseto.
“Il punto di partenza è l’intera area nord – continua la nota -. La sua storica destinazione industriale figlia del sistema minerario e siderurgico, a un certo punto è entrata in crisi. Le miniere e le industrie di trasformazione sono state chiuse, mentre gli impianti industriali attualmente presenti e il relativo indotto pian piano si sono riconvertiti in modo da divenire parte integrante dell’attuale sistema socio-economico. L’inceneritore appare dunque come una sorta di reperto di una visione economica e di una storia ormai superate. È fuori contesto. Discutere sull’inceneritore è come discutere sulla necessità di far vivere ‘un dinosauro’ nella piana di Follonica. Non può esistere perché tutto il mondo è cambiato intorno a lui. Italia Viva Grosseto non chiede per partito preso la chiusura dell’inceneritore, chiede semplicemente una presa di consapevolezza da parte di tutti: quella storia è finita. Basta! Basta discutere e anche cercare interpretazioni capziose delle parole del Salvini di turno. Cosa ne sa Salvini di Follonica, Massa Marittima, Gavorrano e Scarlino? Nulla“.
“Spetta a tutti noi non perdere tempo sull’inceneritore, è necessario e urgente discutere sul futuro della provincia di Grosseto e con essa della zona nord del territorio. Dovremo trovare soluzioni concrete per i lavoratori. Serve un piano di ricollocamento e riconversione professionale (se necessario), servono prospettive per quelle famiglie così come è stato fatto, a suo tempo, per i minatori. L’idea di futuro per questa zona può (e deve) essere condivisa da tutti, perché è parte del bene comune. Vogliamo un’economia basata sulla tutela dell’ambiente e sulla valorizzazione del patrimonio paesaggistico e storico-culturale, la crescita del turismo e delle piccole e medie imprese? Impegniamoci in questa direzione senza perdere tempo, perché la pandemia può essere un’occasione per sgombrare il campo e chiarire – termina il comunicato -. Se non lo faremo, bene e presto, dovremo discutere di ben altri numeri di disoccupati. Il futuro dell’area nord ha necessità di un progetto e Italia Viva è pronta a dare il proprio contributo per scriverlo“.

