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Sanità, Mazzocco e Fedeli: “Ecco le nostre proposte per ospedale e servizi territoriali”

di Redazione
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Paolo Mazzocco, della Consulta civica e Luciano Fedeli, del Pci, fanno un’analisi e lanciano una proposta per costruire insieme ospedale e servizi territoriali nel comprensorio di Massa Marittima.

“L’emergenza era anche prima del Covid-19. In Italia 37 miliardi di euro tagliati alla sanità, mancano 56000 medici, 50000 infermieri, soppressi 758 reparti negli ultimi 5 anni – spiegano Mazzocco e Fedeli. Nella Toscana: soppressi 129 reparti, ridotti i posti letto in ospedale di 2300 unità. Conseguente riduzione di costi per circa 600 milioni l’anno. Ridotto il personale medico, infermieristico e gli operatori sanitari per circa 3000 unità, corrispondenti ad altri 140 milioni di euro di minori costi effettuati dal 2015 al 2019. In questa operazione non è rimasta fuori la provincia di Grosseto, i suoi ospedali e i territori, soprattutto quelli marginali, dove per citare solo un esempio sono stati tagliati ben 200 posti letto e una quindicina di reparti“.

“Se la Regione non voleva e non vuole che anche oggi questi siano definiti tagli, le risorse recuperate devono essere riconvertite e destinate al territorio e non a fare solo cassa. Un territorio sul quale è rimasto ben poco e, di quanto promesso, è stato realizzato altrettanto meno, in molte zone nulla – continuano Mazzocco e Fedeli -.  Mancano le Case della salute promesse dal 2014 e mai realizzate, mancano i servizi territoriali come le cure primarie, l’assistenza domiciliare è ridotta, servizi ridotti al lumicino come ad esempio la neuropsichiatria infantile. Per verificarlo basta chiederlo alle famiglie che devono attendere anche 12 o più mesi per avere prestazioni. La pediatria territoriale ha avuto il ridimensionamento che tutti conosciamo. Il welfare è sempre più nascosto nel calderone del Coeso, basta citare un esempio: i bonus alimentari chi li vuole deve telefonare a Grosseto perché sui territori non vi è un servizio di segretariato sociale, in rete con il volontariato, in grado di dare sostegno soprattutto alle situazioni di maggiore debolezza”.

“Il dramma del Covid ha messo a nudo la fragilità di un sistema agonizzante ed oggi si fanno grandi annunci, si mettono i ripari, le pezze, si cuce quanto distrutto in questi anni nei quali il sistema pubblico, tra i più avanzati, figlio della Costituzione, è stato falcidiato – sottolineano Mazzocco e Fedeli -. Se è vero quanto dicono Governo e Regione la sanità deve essere considerata una priorità nella quale investire, ora è il momento di rilanciare ospedale e territorio anche nel nostro comprensorio. Se si vuole invertire questa tendenza e tornare ad investire allora è legittimo che si rimetta in discussione il ruolo dell’ospedale di Massa Marittima e si chieda l’inserimento di letti di sub intensiva non per il Covid di oggi, ma per tutte le attività chirurgiche e mediche presenti, per dare sicurezza ai sanitari e ai cittadini. È giusto rilanciare quelle attività erose nel tempo che rischiano di sparire come la chirurgia, la sezione di cardiologia e quello che resta dell’attività di pneumologia, pretendere che siano aumentati i posti letto dell’ospedale di comunità. È legittimo anche pretendere che sul territorio si passi alla strutturazione di servizi veri senza perdere e prendere altro tempo da parte di chi ci governa localmente e a livello regionale“.

“Per questo lanciamo un’iniziativa pubblica e chiameremo a confronto, ad un confronto costruttivo, le istituzioni, le forze politiche, il mondo del volontariato, i cittadini per cominciare un percorso non di ascolto, ma di vera partecipazione e chiederemo a tutte le forze politiche che correranno per le prossime regionali di prendere impegni concreti su che cosa vogliono fare dell’ospedale, dei servizi territoriali e del welfare. Non ci accontenteremo delle solite risposte, vedremo, valuteremo, cercheremo ma vogliamo che al posto dei soliti tatticismi e di annunci ai quali, come in questi anni, ha fatto seguito tutt’altro, si dica con chiarezza cosa verrà realizzato in questo territorio – terminano Mazzocco e Fedeli -. Dobbiamo rimettere al centro la salute come priorità come bene universale e diritto da garantire a tutti“.

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