Sulla questione dell’home restaurant, sollevata dal presidente provinciale del sindacato Fipe Danilo Ceccarelli, arriva la replica di Gaetano Campolo, ceo di Home Restaurant Hotel, piattaforma web di proprietà della GC Management S.r.l.
“E’ doveroso sottolineare come l’attività di home restaurant non sia nè un’attività illegale, nè un’attività concorrente alla ristorazione classica, a differenza di come i rappresentanti delle associazioni di categoria Fipe e Confcommercio continuano ad affermare senza alcun fondamento – spiega Campolo -. Infatti, il settore home restaurant trova il suo indirizzo nel parere espresso dal Ministero dell’Interno il primo febbraio 2019“.
“Il parere del Ministero dell’Interno inquadra gli home restaurant come attività svolte in modo occasionale ed episodico rivolte ad un pubblico distinto, e perciò non assoggettati alla normativa sulla ristorazione classica – continua Campolo -. L’attività di home restaurant nasce come espressione del social eating, settore di mercato all’interno della sharing economy, Industria 4.0. Avviare un home restaurant non è altro che preparare pranzi, cene, o altri tipi di eventi culinari a pagamento presso il proprio domicilio, con persone sconosciute ed incontrate tramite una piattaforma software online come quella di Home Restaurant Hotel“.
“I rappresentanti della Fipe, sostenendo che le realtà degli home restaurant siano in concorrenza sleale, si pongono in diretto contrasto con quanto espresso chiaramente dall’Autorità garante per la concorrenza ed i mercati e dall’Unione Europea – sottolinea Campolo -. Nello specifico, si intende rinnovare quanto già espresso dall’Antitrust con bollettino del 30 marzo 2017 con cui ha inteso recepire l’Agenda europea 2014 e 2016, affermando definitivamente che il settore home restaurant non è in concorrenza sleale con la ristorazione classica“.
In conclusione, Gaetano Campolo precisa che “le parole di Ceccarelli sono ad uso esclusivo per personale interesse politico, utilizzando una carica lobbistica per colpire nuove azioni di turismo sostenibile come gli home restaurant ed il settore extra-albelghiero. Inoltre ci stupisce alquanto la scelta infelice di esternalizzare certi pensieri infondati sul comparto home restaurant proprio all’interno di una questura, visto e considerato che le questure sono destinatarie di apposita segnalazione propedeutica all’avvio di una attività di home restaurant ex art. 16 Tulps. I B&B e gli home restaurant sono fondamentali alternative alle classiche strutture ricettive sia nei centri storici, ma ancor di più nei numerosissimi piccoli borghi, spesso sprovvisti dei classici esercizi di ricezione turistica. Infatti i piccoli centri, grazie all’economia della condivisione, si sono potuti aprire al terzo settore. L’home restaurant rappresenta un modo completamente diverso di vivere l’enogastronomia rispetto a quello dei classici pubblici esercizi del settore Horeca, che offrono difatti servizi differenti e non concorrenti“.

