“Strumentalizzare è facile, contestualizzare una dichiarazione è ben altra cosa”.
Così il segretario provinciale della Lega Andrea Ulmi e capogruppo del Carroccio in consiglio comunale a Grosseto replica al segretario comunale del Pd Leonardo Culicchi sull’attacco rivolto al consigliere leghista Paolo Serra per le frasi pronunciate in consiglio.
“Il riferimento alle parole del consigliere Serra – sostiene Ulmi – sono da leggersi in un contesto tipico di uno scontro politico che si svolge in un’assemblea democratica dove i toni si possono alzare, specie se il consigliere in questione viene provocato da quelli di opposizione, cosa che è avvenuta a Grosseto”.
Secondo Ulmi un conto è quello che può essere uno scontro dialettico in un’assemblea ed un conto quello che può essere detto e scritto con tranquillità davanti un computer.
“Il segretario comunale del Pd – sostiene Ulmi – ha avuto tutto il tempo di scrivere le sue parole di attacco a Paolo Serra ed al presidente del consiglio comunale Claudio Pacella, ma non avendo mai partecipato alla vita pubblica in un contesto come quello di un’assemblea elettiva non sa che cosa ciò voglia dire, anche in una fase di trasporto emotivo ed emozionale. A dimostrazione di ciò il fatto che scriva lui e non i consiglieri del suo partito che, a differenza sua, il consiglio lo vivono dall’interno. Ben diversa potrebbe essere la stessa frase se scritta in maniera meditata, magari sulle pagine di un social network”.
Riportato dunque il fatto a quanto avviene nelle aule istituzionali, anche di più alto livello Ulmi, però, pone una riflessione. “Paolo Serra – sostiene – nel suo riferimento all’Emilia-Romagna, su cui peraltro in sede di dichiarazione di voto ha fatto le opportune precisazioni spiegando come il suo pensiero rientrasse in un contesto di scontro politico e democratico particolare, ha voluto sottolineare quanto spesso avviene nelle realtà dove un partito gestisce il potere per tanti decenni e che spesso si traduce in un risultato favorevole a chi governa. Prova ne sono le ultime elezioni europee ed amministrative che hanno dato spesso risultati opposti tra quanto avvenuto nella consultazione continentale rispetto a quelle locali che hanno visto l’elettorato schierarsi in maniera favorevole alle amministrazioni uscenti, sovvertendo il voto nazionale”.
Un ultimo pensiero il segretario e capogruppo della Lega lo rivolge al presidente del Consiglio comunale Cosimo Claudio Pacella, di cui Culicchi invoca le dimissioni. “Ancora una volta – sostiene Andrea Ulmi – il fatto di non sapere che cosa voglia dire sedere sui banchi di un consiglio comunale porta Culicchi ad additare di parzialità il presidente Cosimo Claudio Pacella, persona notoriamente equilibrata e stimata anche dalla minoranza, tanto da essere stato eletto, primo caso dalla nascita di questo ruolo, al primo scrutinio con una maggioranza qualificata. Nei toni che si alzano appare normale che anche quelli di colui che recita il ruolo dell’arbitro possano fare altrettanto, ma ciò avviene per richiamare l’ordine in un’aula in cui, a causa del comportamento provocatorio dell’opposizione, si erano evidentemente alzati”.

