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Sanità, il Pci: “Termine rifiuta il confronto e non smentisce i tagli”

di Redazione
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L’illustre Sig. Termine, da buon esponente del Pd, pensa che con l’arroganza e la prepotenza metterà a tacere chi dissente dall’operato del suo partito“.

A dichiararlo, in un comunicato, sono la segreteria del Pci della federazione di Grosseto, composta da Luciano Fedeli, Lorenzo Pozzo, Daniele Gasperi, Mauro Lorenzini, Mario Ciacci, Rosalba Fanciulli, Claudio Amorevoli, Sonia Longhi, Roberta Bozzi, Gabriele Porri, Gianpiero Moretti, Marco Barzanti, le segreterie e i direttivi delle Colline Metallifere, Colline dell’Albegna e dell’area grossetana del Pci.

“Abituato ad esprimere un potere che non ammette ostacoli, in mancanza di argomenti concreti da contrapporre alle critiche mosse dal Pci, rifiuta il confronto diretto e minaccia di passare alle vie legali – continua la nota -. Ma noi non ci facciamo intimidire e ribadiamo che la gestione della sanità pubblica, da parte degli amministratori regionali e dei sindaci Pd, da molti anni è stata pessima e solo ora, con la paura che fa 90 in vista delle prossime elezioni regionali, vi svegliate e provate ad illudere i cittadini con le ennesime promesse da marinai“.

“Esimio Sig. Termine, invece di tentare di distrarre l’attenzione con gli attacchi personali e le minacce di querela, perché non smentisci le nostre affermazioni? Ce li siamo forse inventati, i tagli 2.300 posti letto negli ospedali toscani o i 200 soppressi in provincia di Grosseto? O li ha fatti la Regione, con il silenzio/assenso dei sindaci Pd? E i 5.000 tra medici, infermieri e operatori sanitari che oggi mancano in organico, sono invenzione del Pci o è la Regione che non li ha sostituiti? A Massa Marittima i chirurghi oggi sono 3, non erano 7 nel 2014? Erano forse troppi allora e vanno bene adesso? Sempre a Massa, la pneumologia da complessa e di area vasta, è diventata semplice, con perdita di posti letto e riduzione delle prestazioni – continua il Pci -. La psichiatria è stata soppressa e diverse attività radiologiche non sono operative di notte, nei festivi e prefestivi. E che dire delle liste d’attesa che si allungano sempre più, costringendo l’utenza a ricorrere all’intramoenia, purtroppo l’unico settore in crescita della nostra disastrata sanità pubblica. E le promesse case della salute, che fine hanno fatto? E la neuropsichiatria infantile? Ed il pediatra? Prospettare poi l’incremento dell’attività intramoenia come unico rimedio per ridurre le liste d’attesa, fa pensare che per Termine i cittadini siano talmente sprovveduti da non capire che è solo l’ennesimo provvedimento tampone, che servirà ad incrementare ancora l’attività privata in ambiente pubblico, che già porta via dalle tasche della popolazione 27 milioni all’anno“.

“Ebbene, egregio Sig. Termine, porta pure in tribunale chi ti si oppone, ma sappi che tu e il Pd non riuscirete a sottrarvi al processo che l’opinione pubblica già ha in corso verso chi ha svenduto le conquiste dei lavoratori ed è passato dal costituire il partito del popolo – termina il comunicatoad essere il partito delle Ztl“.

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