“Il Partito Democratico di Follonica insiste con la consueta strategia del ‘confondere le acque’ sull’inceneritore di Scarlino, con il chiaro obiettivo di mascherare le proprie evidenti responsabilità in materia“.
A dichiararlo, in un comunicato congiunto, sono Massimo Di Giacinto, candidato a sindaco di Follonica, e Francesca Travison, candidata a sindaco di Scarlino.
“E lo fa addirittura tirando in ballo le opinioni del compianto Altero Matteoli, favorevole all’impianto, con notevole mancanza di sensibilità – spiega Di Giacinto -. Premessa personale: nel 2009, periodo cui si riferiscono gli eventi rammentati dal Pd, non ero in Consiglio comunale a Follonica e non facevo parte di alcuna forza politica, neppure, evidentemente, dell’allora Pdl“.
“Opinioni a parte, i fatti concreti sono altri: nel centrodestra, a livello locale e nazionale, nessuno può essere indicato come responsabile di un singolo atto che possa aver contribuito a far funzionare quell’inceneritore – continua il comunicato -. Altrettanto non si può dire del Pd, soprattutto (in questo caso) a livello locale. Vogliamo ricordare le giunte provinciali Scheggi e Marras, tutte a guida Ds-Pd, che hanno concesso le autorizzazioni? Restando a Follonica, sarebbe poi ingeneroso non attribuire gran parte del merito dei successi, soprattutto negli anni passati, all’attività del Comitato per il No all’inceneritore, da sempre bipartisan, grazie al lavoro dell’avvocato Franco Zuccaro“.
“Il Pd ora non può nascondersi dietro la foglia di fico dell’impegno dei sindaci, perché le responsabilità morali e concrete del Partito Democratico esistono e sono enormi. E il sindaco uscente Andrea Benini, se fosse coerente con il proprio impegno anti-inceneritorista, dovrebbe rinunciare all’appoggio di quella lista alle prossime elezioni amministrative – termina la nota -. Un’ultima cosa: nelle parole degli esponenti Pd non ritroviamo alcuna smentita a proposito del fatto che al Casone potrebbe sorgere un nuovo impianto di stoccaggio rifiuti. C’è il solito scaricabarile rivolto al Comune di Scarlino. Ancora una volta, non basta. E i cittadini lo sanno“.

