“Per chi non ha mai letto la Costituzione della Repubblica Italiana o al più lo ha fatto in modo superficiale e non approfondito, viene naturale e banale definire la nostra mozione ‘antidemocratica’ e contro ‘la libertà’. In realtà si tratta di una reazione, questa sì, stupida e poco meditata“.
Gavorrano Progressista, gruppo di maggioranza nel consiglio comunale del paese maremmano, replica a Fratelli d’Italia sulla mozione sulla dichiarazione antifascista, approvata dallo stesso consiglio.
“La Costituzione nasce come risposta alla disastrosa esperienza del fascismo. Disastrosa e drammatica, in ogni senso – continua la maggioranza -. La Costituzione italiana è antifascista per definizione, tanto che nelle disposizioni finali, al punto 12, lo dichiara esplicitamente, vietando, sotto qualsiasi forma, la riorganizzazione del partito fascista. Questa norma del dettato costituzionale è stata ripresa dalla legge Scelba del 52 e successivamente dalla legge Mancino del 93. L’insieme di queste norme è solo apparentemente in contrasto con i principi di libertà di espressione garantiti dalla Costituzione stessa“.
“I Padri costituenti fecero proprio un concetto che andava sviluppandosi nell’immediato dopoguerra e che venne teorizzato dal filosofo Karl Popper nel ’45 – prosegue la nota -. Secondo questo principio, conosciuto come il paradosso della tolleranza, una società indiscriminatamente tollerante è destinata ad essere sopraffatta prima e cancellata poi, dalle frange intolleranti. Una società tollerante quindi per continuare ad esistere, può tollerare tutto tranne l’intolleranza. L’avvento dei regimi nazisti e fascisti si concretizzo proprio perché le società del tempo furono ‘tolleranti’ nei confronti di quei movimenti politici, di quei gruppi di persone. Per evitare il riproporsi di tale situazione i Padri costituenti inserirono il punto 12 delle norme finali della Costituzione, con il quale veniva di fatto limitata costituzionalmente la libertà di espressione, solo ed esclusivamente in relazione a ciò che era ‘fascismo’. Il punto 12 venne in seguito attuato attraverso la legge Scelba, che istituiva il reato di ‘apologia del fascismo’ e che si occupa di punire chi ‘persegue finalità antidemocratiche’ ‘denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza’ e ‘svolgendo propaganda razzista’. Risulta evidente, palese e lampante che questi temi sono oggi come mai prima d’ora di stringente e drammatica attualità“.
“Non è invocando una falsa antidemocraticità di un provvedimento, fra l’altro con scarsa cognizione di causa, o accusandoci di ‘tornare all’indietro’, che queste pulsioni antidemocratiche, pericolosissime per lo stato di diritto e per la democrazia liberale, verranno zittite – prosegue la maggioranza -. Siamo tutti coscienti e consapevoli che il partito fascista non tornerà con le squadre di picchiatori con i pantaloni alla zuava e gli stivaloni, che non torneranno i reduci di guerra e le camicie nere, come non torneranno i fez. Viviamo un altro tempo. Ed il fascismo non è una maschera, non è un modo di vestire, ma un modo di pensare, di agire e reagire. E ci ha già fatto abbastanza male, causando danni, dolore e portando morte e miseria“.
“Umberto Eco, nel 1995, in un bellissimo articolo per la Columbia University, parlava di ur-fascismo, ovvero delle caratteristiche profonde ed ancestrali del fascismo, spiegando che queste caratteristiche non erano morte nel ’45 con Mussolini e con il partito fascista, ma che erano solo sopite e che erano comunque preesistenti ad esso. Chi crede che il fascismo sia un qualcosa di esteriore, di forma, non ne ha capito le radici profonde ed i meccanismi sociali ed umani che lo governano. Mai come oggi il fascismo è un tema di attualità. Mai come oggi l’intolleranza ha preso nuovamente piede nelle nostre società e mai come oggi è necessario combattere questa intolleranza. Esattamente come ci chiede di fare la nostra Costituzione. Perché l’unico modo che abbiamo per combattere l’intolleranza è non tollerandola a nostra volta. Ricordandoci ogni giorno di essere antifascisti. E dichiarandolo anche su di un modulo, su di un foglio di carta. Ribadendolo con una mozione – termina il comunicato –. Per ricordare e ricordarci che il fascismo non è morto e va combattuto ogni giorno“.
“Personalmente, come tesserato Anpi, unica tessera presente nel mio portafoglio, ho dato il mio contributo personale e sono stato felice di votare la mozione presentata dal capogruppo Querci – spiega il sindaco di Gavorrano, Andrea Biondi -. Il signor Rossi non si preoccupi quindi del livello di impegno e di determinazione dell’amministrazione comunale di Gavorrano sulla risoluzione delle problematiche del nostro territorio, dato che al momento è massima la determinazione e la dedizione del sindaco e dell’intera Giunta“.

