Approvato il regolamento contro chi chiede l’elemosina ad Orbetello.
“Dopo una mediazione, anche il Pd, con la sua astensione, ha appoggiato indirettamente l’approvazione e la scelta della maggioranza quando invece doveva dire ‘No’ senza indugi, spingendo addirittura la compagine di Casamenti a ringraziare – spiega in un comunicato il Pci di Grosseto -. Si mostrano così due parti politiche teoricamente avverse, ma nella pratica di tutti i giorni unite e questa volta si schierano contro chi chiede elemosina e turba il decoro urbano. E se da una parte si scoprono strane alleanze dall’altra il Presidente della Repubblica ha accolto il ricorso presentato da una Onlus del Comune di Carmagnola (Torino), con la quale viene stabilito che in Italia non si può multare chi chiede l’elemosina senza dare fastidio a nessuno”.
“Il Pci ritiene per questo che il regolamento dovrà tenere conto dell’esito del ricorso che poggia su un parere del Consiglio di Stato ed evitare quindi applicazioni abnormi, come l’applicazione di multe per colpire anche chi, in silenzio e senza disturbare nessuno, chiederà aiuto solo per alleviare la propria condizione di povertà – continua la nota -. La segreteria del Pci di Grosseto ritiene che vada stigmatizzato l’atteggiamento di quei sindaci, come Casamenti, e dell’astensione della minoranza del Pd di Orbetello, che, anziché preoccuparsi di combattere la povertà, offrendo servizi sociali adeguati, punisce i poveri, attraverso strumenti che non si dovrebbero utilizzare per colpire gli indigenti. Il Pci ricorda che la solidarietà è uno dei principi fondamentali della nostra democrazia ed è un dovere inderogabile sancito dalla nostra Costituzione“.
“Colpire chi si trova per strada e lo fa generalmente perché non ha nessuna altra possibilità, ma perché ha perso il lavoro o è privo di qualsiasi reddito, non è una risposta legittima e con una multa non lo si toglie dalla strada, ma si aggrava ancora di più la sua situazione – sottolinea il Pci -. Appare inoltre poco democratica la censura dei post di persone che esprimono posizioni scomode e la loro esclusione dai gruppi solo perché hanno manifestato opinioni diverse da quelle dell’amministrazione. Da censura sono i post che offendono, diffamano, oppure quelli che inneggiano al fascismo, non quelli che esprimono liberamente posizioni diverse da quelle volute dal sistema“.
“Inoltre, sempre sui social, è stata fortemente criticata la posizione del Pci da parte di politici locali e non, perché ha invitato e consigliato il sindaco di Orbetello a mettere lo stesso impegno anche per la carenza degli insegnanti di sostegno perché quella non è materia delle amministrazioni – prosegue il comunicato -. Tutto quello che riguarda il benessere dei cittadini è materia dei sindaci ed un loro intervento sarebbe dovuto soprattutto quando non si dà applicazione alle leggi, come nel caso dell’assegnazione degli insegnanti di sostegno, un argomento che tutti gli anni si presenta con tutta la stessa inciviltà, abbandonando disabili e famiglie ai loro problemi“.
“Per il Pci una buona scuola, una buona sanità, dei servizi sociali efficienti quando funzionano bene, sono gli strumenti che tutelano e fanno aumentare le possibilità di inclusione anche dei cittadini in stato di povertà, regalando a loro dignità e decoro alle comunità nelle quali vivono – termina la nota -. Nel caso di Orbetello forse è più facile occuparsi di chi chiede l’elemosina e offende l’immagine di un Comune, piuttosto che impegnarsi e fare pressioni sulle istituzioni che devono garantire insegnanti di sostegno che spettano per legge, anche perché, non ce ne voglia Casamenti, i disabili non si vedono, stanno dentro la scuola e nelle case con le loro famiglie senza dare fastidio a nessuno perché spesso, troppo spesso, dimenticati dalle istituzioni“.

