“Giungono alla Federazione grossetana del Pci sempre maggiori segnalazioni sui percorsi sanitari per i quali i cittadini richiedono prestazioni“.
A dichiararlo, in un comunicato, è la segreteria provinciale della Federazione del Pci di Grosseto.
“E nella segreteria del Pci si fa sempre più strada l’idea di istituire un servizio dedicato che raccolga inefficienze di un sistema sempre più portato a privatizzazioni interne e all’affidamento di prestazioni a soggetti esterni. Un cammino che sta smantellando la tutela della salute, garantita dalla Costituzione a tutti, per consegnarla al mercato – continua la nota -. Così tre segnalazioni in pochi giorni sono pervenute a componenti del Pci, due che hanno preferito restare nell’anonimato e l’altra viene proprio da un iscritto al Pci, Claudio Amorevoli, che ha voluto raccontarla per come è avvenuta”.
“La prima riguarda una persona giovane alla quale il suo medico, a seguito di importanti dolori di natura ossea, ha richiesto esami diagnostici specifici. Risultato: appuntamento a maggio inoltrato del 2019. Nel frattempo il dolore, che limita la sua attività fisica, potrà capire da cosa proviene e curarlo se si rivolgerà, come ha fatto, al privato – prosegue il Pci -. Una persona anziana ha invece avuto bisogno di specifico esame diagnostico per un forte dolore alla schiena, corredato da altre sintomi generali non buoni. Anche in questo caso si va da settembre a metà ottobre e se qualcuno, vuole venirne a capo, la persona si deve frugare in tasca e farlo da privato anche perché, data l’età, lo stato di salute e la mancanza di mezzi, non poteva aspettare e neppure recarsi a Castel del Piano per l’accertamento. Nel frattempo la patologia è risultata grave e solo grazie al medico ne è stato disposto il ricovero“.
“Si arriva poi a Claudio Amorevoli, iscritto al Pci, che non ci sta a subire e rimanere in silenzio dopo il trattamento avuto a seguito della sua vicenda – continua il comunicato -. Infatti, nello svolgere il proprio lavoro di agricoltore gli esplodeva la batteria del trattore e l’acido lo investiva sul volto andando a finire anche in un occhio. L’Amorevoli si recava al pronto soccorso di Grosseto e dopo le prime medicazioni necessitava di visita oculistica, che è avvenuta solo al rientro dell’oculista perché assente. Non vi è reperibilità, questo prevede il protocollo, e sempre per rispettare i protocolli anche se vi sono problemi, il cittadino aspetta. È questa la fotografia di una sanità malata che i dirigenti di Asl e il Pd vogliono far credere invece come efficiente, efficace ed appropriata“.
“Il Pci sostiene che sulla salute non si scherza ed è tempo di finirla con l’illudere i cittadini che tutto va bene perché non è così. La sanità pubblica viene, giorno per giorno, smontata da un sistema politico che vuole consegnare al privato un bene fondamentale. Basti pensare alle continue privatizzazioni interne di servizi e all’affidamento di specialistiche a soggetti esterni, ai quali potrà rivolgersi solo chi ha soldi da spendere, mentre i comuni cittadini saranno costretti a sottostare ad una sempre maggiore burocratizzazione dei servizi a scapito della loro salute – termina la nota -. La Federazione del Pci di Grosseto sta pensando all’istituzione di un servizio di segretariato che raccolga le inefficienze e le trasformi in denunce pubbliche tutelando il bene prezioso della salute come diritto e restando a fianco dei lavoratori e di tutti gli operatori sanitari ai quali questa politica sta portando via la possibilità di svolgere con serenità il proprio lavoro“.

