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Unicoop Tirreno, i sindacati: “Allarme per la chiusura di nuovi negozi, rischi anche in Maremma”

di Redazione
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«Il management di Unicoop Tirreno sta riproponendo in queste settimane la stessa “medicina” indigeribile che ha tentato di somministrare lo scorso anno. A partire dalla disdetta unilaterale del contratto integrativo».

È l’opinione di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, che ieri hanno incontrato i vertici della cooperativa di Vignale Riotorto.

«Sapevamo che il superamento della crisi della cooperativa sarebbe stato un percorso lungo – spiegano i rappresentanti dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, ma pensavamo di aver raggiunto un punto fermo con l’accordo sottoscritto lo scoro anno dopo una dura trattativa. Invece nelle ultime settimane stiamo assistendo al ritorno del tentativo di scaricare integralmente i costi della ristrutturazione della cooperativa sui lavoratori, sia ridimensionando la rete vendita che attraverso la disdetta unilaterale del contratto integrativo aziendale. Cosa per noi inaccettabile.

I segnali di allarme arrivano dal sud del Lazio, dove la cooperativa ha deciso di cedere a terzi 8 punti vendita, abbandonando 270 lavoratrici e lavoratori. Decisione drastica che si aggiunge ai tanti errori degli ultimi anni, più volte denunciati: dal franchising al tentativo di terziarizzare i reparti pescheria, fino alla folle ristrutturazione del supermercato di Colleferro. La cooperativa ha inoltre dichiarato la volontà di cancellare tutta la contrattazione integrativa vigente con l’obiettivo di ottenere una importante riduzione del costo del lavoro tagliando i salari, flessibilizzare l’organizzazione del lavoro e ridurre le ore.

Un segnale – spiegano Filcams, Fisascats e Uiltucsche chiama in causa anche il nostro territorio, a cavallo tra le province di Grosseto e Livorno, dove con poca trasparenza si continua ad alludere alla possibile chiusura di alcuni punti vendita, oltre alla volontà esplicita di disdire il contratto integrativo.

Per questi motivi come sindacati confederali abbiamo proclamato lo stato di agitazione e, considerato il tavolo già aperto che coinvolge gli ipermercati del Lazio e della Campania, in particolare Avellino, chiederemo al Ministero dello sviluppo economico di convocare congiuntamente anche Unicoop Tirreno per cercare di contrastare il palese disinvestimento che il sistema cooperativo sta coordinando sui territori del Lazio e della Campania».

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