La Commissione Pari opportunità del Comune di Grosseto si associa e sostiene quanto affermato nella lettera aperta alla Direzione aziendale della Usl Toscana Sudest da Nonunadimeno e Rete delle donne di Grosseto in merito alla delibera aziendale n° 689 del 28 giugno scorso.
“Con questa delibera risulta evidente come l’Azienda miri a ridimensionare i servizi gestiti dai consultori territoriali – si legge in un comunicato della Commissione Pari opportunità -. Infatti, affidandone il coordinamento al personale ostetrico (personale di riferimento nella presa in carico della gravidanza fisiologica), si rischia che tutto ciò che per legge è di competenza del consultorio venga marginalizzato e successivamente abbandonato. Pur riconoscendo l’alta professionalità del personale ostetrico, ci sembra assai limitante focalizzare l’attenzione al solo periodo gestazionale della vita della donna. Questo atto sembra farci tornare indietro di molti decenni, quando la donna era considerata quasi esclusivamente per le sue capacità riproduttive. Risulta quindi anacronistico parcellizzare e limitare l’offerta assistenziale, in una società, che sta vivendo continue trasformazioni”.
“Questa scelta della Usl Sudest, inaspettatamente, contrasta con quanto la Regione Toscana riporta nell’elenco dei servizi e delle attività svolte dai Consultori, che sono il frutto di importanti battaglie del movimento delle donne (Legge 405/75) e che nascono come un luogo dal valore sociale, dove la multi professionalità dell’offerta incontra e sostiene la molteplicità delle esigenze della donna in ogni sua fase della vita. L’integrazione pertanto deve rimanerne il cardine fondante, perché proprio l’integrazione e il fare rete sono la carta vincente per ottenere risultati positivi nella presa in carico della persona nella sua totalità – termina la nota -. Confidiamo che la Usl Sudest, che in passato ha dato esempio di innovazione e sensibilità nell’affrontare il problema della violenza sulle donne con l’istituzione del Codice Rosa, saprà dare risposte positive alle istanze che sono state poste dalle associazioni”.

