“Prendiamo atto della coraggiosa presa di posizione di Giuntini su sanità e servizi territoriali che però arriva in modo tardivo poiché molti servizi sono già stati tagliati alla comunità“.
A dichiararlo, in un comunicato, sono Marco Barzanti e Luciano Fedeli, rispettivamente segretario provinciale e responsabile “Welfare e sanità” del Pci di Grosseto.
“Purtroppo nessuno ha risposto agli allarmi lanciati dal Pci e la politica che ha caratterizzato questi ultimi anni nel comprensorio e nella ex Asl 9 è stata quella dei tagli, ordinati dal Governo centrale, recepiti da quello regionale e applicati in una totale assenza di reazione delle amministrazioni locali che hanno solo obbedito agli ordini venuti dall’alto – spiegano Barzanti e Fedeli -. Oggi, quando i buoi sono scappati, si vuole chiudere la stalla, ma per il Pci sarebbe il caso di mettere in campo un’azione più incisiva che vada a ripristinare quei servizi essenziali sottratti alle comunità locali. Apprezziamo il coraggio di Giuntini, ma non è sufficiente a dimostrare che si vuole cambiare rotta. A lui si dovrebbero unire tutti i sindaci e i politici del Pd che in pochi anni hanno portato alla riduzione dei servizi ospedalieri e territoriali aprendo la strada all’ingresso del mercato privato che rimane accessibile solo a chi può permetterselo“.
“Il Pd in questi anni è riuscito a fare sulla sanità e non solo, quello che il centrodestra di Berlusconi non era riuscito a fare nei suoi Governi – continua il comunicato -. Si devono rivedere le scelte ed opporsi a quanto il Governo centrale, con il decreto Balduzzi, vuole definitivamente attuare, contrastando anche una politica regionale che ha fatto dell’intramoenia a pagamento lo standard di riferimento. Per le comunità e per le amministrazioni significa riappropriarsi del governo dei nostri presidi ospedalieri periferici, riportare il welfare ai bisogni dei cittadini, rimettere il cittadino al centro del sistema dei servizi e non porsi le economie ed il profitto come obiettivi da raggiungere. Ricordiamo quello che è avvenuto per la pneumologia, le carenze sulla dialisi, la riduzione dei servizi territoriali come per la neuropsichiatria infantile, o la psichiatria per adulti oggi presenti solo su Grosseto, i servizi sociali ormai smantellati. Ritornare a discutere ed agire su queste cose significa fare gli interessi dei cittadini“.
“La privatizzazione del Cup è uno dei tanti elementi che dovrebbe unire tutte le istituzioni territoriali e dare slancio ad una politica che oggi è sempre più presa dalle poltrone e poco a dare risposte ai bisogni reali dei cittadini. Un altro argomento che si aggiunge, secondo il Pci, e che dovrebbe trovare unità di intenti, è il preannunciato taglio ai trasporti per i centri trasfusionali di Gavorrano e Scarlino, che priverebbero ulteriormente i territori di un patrimonio culturale, storico e sociale come la donazione di sangue. Anche su questo tema Giuntini e gli altri sindaci, tutti di marca Pd, battano più di un colpo, si ribellino – terminano Barzanti e Fedeli -. Anche su questo la politica si faccia sentire per evitare che si perda quella cultura della donazione del sangue che non può essere sostituita dal mercato. Forse potrà garantire le sacche di sangue, ma solo a pagamento, mentre il nostro territorio perderà quei quelle radici che hanno profondi valori etici, storici e culturali, sempre vivi tra la nostra gente che hanno caratterizzato la storia del nostro territorio“.

