E’ tempo di feste in maschera, carri allegorici, musica e allegria. Il carnevale impazza anche sull’Amiata e Thatsamiata segnala gli appuntamenti in programma, per grandi e piccoli.
Arcidosso ospiterà tre eventi, il veglione di carnevale organizzato dal gruppo Caperci Doc e previsto per sabato 10 febbraio nella palestra comunale di Arcidosso. Sempre sabato 10 febbraio, ma nel pomeriggio, è in programma una festa di carnevale all’oratorio di Arcidosso e domenica 11 febbraio le maschere sfileranno, a partire dalle 15.30, lungo le vie del paese accompagnate dal ritmo della Street Band di Arcidosso.
Castel del Piano: sabato 10 febbraio, nei locali del Kronos, il “Party a tema dedicato al tuo idolo”. L’evento si svolgerà alla sera e sarà caratterizzato anche da ricchi e simpatici premi: Miglior costume singolo, Miglior costume di coppia e Miglior costume di gruppo. Line up della serata Alberto Maroli, Juri Dj, Bargax e Federico Pifferi. Per i più piccoli gli appuntamenti si svolgeranno sabato 10 febbraio nella contrada Borgo e domenica 11 febbraio nella contrada Poggio.
Piancastagnaio: sabato 10 febbraio, al Teatro “Vittorino Ricci Barbini” sarà di scena “Arlecchino trasformato dall’amore” di Compagnia Carnevale del Circuito Fondazione Toscana Spettacolo. La giocosa favola teatrale per adulti di Marivaux, per la regia di Antonio Carnevale, incontra le maschere della Commedia dell’Arte in un universo meraviglioso, fatto di poesia, gioco, delicatezza e tanto divertimento senza tralasciare il forte messaggio politico che l’autore francese ci vuole consegnare. Arlecchino, infatti, è un ribelle, la cui arma non violenta contro il potere è proprio l’amore. Lo spettacolo è adatto a tutte le età. Domenica 11 febbraio a Piancastagnaio si svolgerà una serata di carnevale presso la tendostruttura. L’evento inizierà a partire dalle 22.30.
Santa Fiora: il comune di Santa Fiora ospiterà due eventi dedicati al carnevale. Il primo è previsto per il 10 febbraio, a partire dalle 16, in piazza Padella a Marroneto, intitolato “Carnevale morto”, e il secondo il 18 febbraio, a Bagnolo, con la “Festa di carnevale”.
La trama del Carnevale morto è sempre la stessa: in piazza Padella, alle 16, si riuniscono tutte le maschere per fare festa. Anche il personaggio del Carnevale, interpretato da un giovane di bell’aspetto e ben vestito, balla e si diverte con la sua combriccola di amici, tra i quali il Gaudente che vive solo di divertimento. Ai bordi girano i gobbi, vestiti di stracci logori, che rappresentano la parte più umile del popolo. Tra balli simbolici e musiche, il chiassoso corteo di maschere si sposta attraverso via della Sabbia, fino a piazza Renaiolo per poi tornare in piazza Padella, dove la festa prosegue fino a quando il Carnevale comincia a sentirsi male e cade a terra agonizzante. A nulla serve l’intervento del dottore: Carnevale è morto. Da qui la farsa tragicomica tocca il suo punto più alto: l’amico Gaudente si dispera, piange, urla e inizia a cantare “Carnevale non te ne andare“; il prete dà l’estrema unzione e il notaio legge il testamento del Carnevale. Un testamento in cui spesso si fa riferimento ai fatti della vita politica e sociale del paese.
Subito dopo inizia il rito del ballo e del canto dei gobbi, con i loro grotteschi vestiti, intorno al povero Carnevale che, a questo punto sostituito da un fantoccio, viene adagiato in una bara e portato in giro con la marcia funebre. Alla fine, Carnevale sarà bruciato nella piazza tra la folla in estasi.
L’evento è organizzato dalla compagnia dei Gobbi/Befanotti.

