“«L’utilizzo dei richiedenti asilo sotto qualsiasi forma, anche quella che può sembrare lodevole, è un gesto pericoloso». Con queste parole allucinanti il sindaco Vivarelli Colonna ha violentemente attaccato Prefettura e Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio, ree di aver coinvolto in un progetto di volontariato sei (avete capito bene, S E I) giovani richiedenti asilo“.
A dichiararlo è Carlo De Martis, capogruppo della Lista Mascagni nel Consiglio comunale di Grosseto.
“Attraverso tale progetto, e dopo apposita formazione, svolgeranno nell’area archeologica di Roselle compiti di valorizzazione e cura dei complessi monumentali, in collaborazione con il personale addetto alla custodia del sito e con il personale addetto agli scavi, il tutto senza alcun onere aggiuntivo per le casse pubbliche – spiega De Martis -. Di pericoloso, chiaramente, in questo progetto non c’è un bel nulla. Di seriamente preoccupante, semmai, c’è un sindaco che dovrebbe essere capace di amministrare oltre ottantamila persone, e perde la testa per sei (dico S E I) ragazzi coinvolti in un progetto di volontariato, seminando odio e paura all’interno della comunità che gli è stata affidata“.
“Un sindaco che appena un anno fa si definiva ‘civico’ e lodava il supporto fornito da un gruppo di richiedenti asilo in occasione dell’incendio del vivaio Principina, e che oggi si è trasformato nel megafono della destra più becera insieme ad un’altra figura istituzionale quale il presidente del Consiglio comunale che, indifferente al ruolo che ricopre, per primo ha attaccato la Prefettura e la Soprintendenza scatenando tutto quanto ne è seguito e ne sta seguendo nella città. Non stupisce così che tra le fila della claque del sindaco e dei suoi assessori ci sia pure chi si è sentito autorizzato a dare dell’ ‘infame’ a Don Enzo Capitani, da anni impegnato sul campo in attività di alto valore sociale, colpevole di aver lodato questo progetto – termina De Martis -. Ecco, Don Enzo Capitani è uno che ha le spalle larghe e non ha certo bisogno di difese d’ufficio, ma in questi tempi bui vale la pena rammentare la sua persona e il suo lavoro, perché ci ricordano che una Grosseto migliore esiste“.

