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Sitoco, i 5 Stelle: “Servono analisi più approfondite, rimuovere coperture di amianto”

di Redazione
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Giorni fa si è tenuta un’assemblea pubblica presso la Polisportiva di Orbetello Scalo, indetta dall’associazione di quartiere, relativa al fenomeno della dispersione delle polveri dall’area ex Sitoco.

Il Consigliere del Movimento 5 Stelle di Orbetello, Alfredo Velasco, ha accettato l’invito a partecipare all’assemblea.

“La riunione è stata molto positiva. Si sono presentati alla stessa tutti i rappresentanti dell’opposizione del consiglio comunale di Orbetello, mentre nessuno dei consiglieri di maggioranza e dei componenti della Giunta ne ha preso parte – si legge in un comunicato del Movimento 5 Stelle di Orbetello -. L’assemblea ha rappresentato un’occasione per poter discutere sull’annosa questione e sono scaturite ottime considerazioni“.

Per quanto ci riguarda, gli elementi da evidenziare sono i seguenti – continua la nota -:

Analisi delle polveri

Le valutazioni elaborate dall’istituto Arpat si riferiscono alle analisi effettuate sulle polveri prelevate dal terreno nell’area denominata ‘bacino 1’. Il campionamento, dunque, è stato circoscritto ad un solo perimetro rispetto all’intera area, mentre riteniamo che il campionamento doveva essere esteso a tutta la zona inquinata. Ci preoccupa il fatto che siano stati rilevati metalli pesanti come l’arsenico, il mercurio e il piombo in percentuali molto elevate. Inoltre, le analisi non tengono conto della possibile inalazione diretta delle polveri. Questo fatto è molto grave. Ci chiediamo quanto sia il diametro di queste polveri perché potremmo trovarci di fronte alla dispersione di polveri sottili, che possono essere inalate e possono accumularsi nel sistema respiratorio. Quando si parla di polveri sottili si fa riferimento alle cosiddette PM 10 e alle PM 2,5, ovvero polveri che hanno un diametro che va dai 2,5 micron ai 10 micron. 1 micron equivale ad un milionesimo di metro oppure ad un millesimo di millimetro. Le polveri con diametro di 10 micron sono inalabili e possono accumularsi all’interno dei polmoni, quelle da 2,5 micron possono penetrare nel sangue e raggiungere varie parti del nostro organismo. Questo è molto preoccupante“.

E’ stato riscontrato che il PH delle polveri è pari a 3 – spiega il Movimento 5 Stelle -. Il PH è una scala di misura dell’acidità e della basicità di una soluzione acquosa. In questo caso il PH ci indica che le polveri sono acide. E’ vero che lo stato della materia delle polveri è solido, ma è vero anche che, disperdendosi nell’atmosfera, ogni individuo può venirci a contatto, in particolare, le polveri possono venire a contatto con le mucose. In questo caso le polveri diventano nocive per il nostro organismo e molto pericolose. Inoltre non sono state effettuate analisi dell’amianto.  In conclusione, riteniamo che le analisi effettuate non sono soddisfacenti. In sede di assemblea il Consigliere Velasco ha sollecitato il Consigliere regionale Marras, nonché capogruppo del Partito Democratico, per richiedere ad Arpat nuove analisi più approfondite sull’intera area della Sitoco“.

“Per quanto riguarda le azioni da intraprendere nei due mesi precedenti relativamente all’evento di dispersione delle polveri dal piazzale adiacente alla Sitoco, riteniamo che il sindaco, per preservare e tutelare la salute pubblica, sarebbe dovuto intervenire, mediante l’istituto dell’ordinanza sindacale, bagnando le polveri e, in un secondo momento, procedere all’incapsulamento del piazzale, mediante l’applicazione di teli, per contrastare l’innalzamento delle polveri – continua il comunicato -. Oltre al problema dell’innalzamento delle polveri, si presenta quello dell’amianto. Le coperture degli edifici (capannoni) sono fatte di amianto. Con il passare del tempo, si è assistito al deterioramento, in particolare, allo sgretolamento delle coperture con conseguente fuoriuscita delle fibre di amianto e crollo di alcuni pezzi di tale materiale. In data 27 febbraio 2017 il Dipartimento della Prevenzione – sede operativa di Grosseto azienda Usl Toscana Sud – segnala, conseguentemente a sopralluogo di Arpat, ‘la presenza a terra di manufatti, presumibilmente in materiale contenente amianto, derivanti dal crollo di alcune coperture dei capannoni posti all’intero dell’area ex Stico in Orbetello Scalo’”.

“A questo punto il sindaco, con ordinanza n°33 del primo marzo 2017, ‘ordina all’amministratore delegato della Laguna Azzurra Srl Beltrami di procedere a cura e spese della proprietà, nel più breve tempo possibile e comunque entro e non oltre il termine di 30 giorni, dalla data di notifica della presente ordinanza a:
1. effettuare l’intervento di bonifica del materiale a terra mediante rimozione e smaltimento nel rispetto delle norme in materia di prevenzione dell’inquinamento ambientale, di smaltimento dei rifiuti e di tutela della salute dei lavoratori;
2. effettuare una nuova valutazione dello stato di conservazione dei materiali in situ al fine della rimozione o del confinamento;
3. documentare l’avvenuto intervento con la trasmissione all’amministrazione comunale (Ufficio Ambiente) e alla competente Unità Funzionale della Ausl della relazione di descrittiva di bonifica indicante, tra l’altro, la ditta esecutrice e le modalità adottate; in caso di incapsulamento indicare il prodotto utilizzato ed in caso di smaltimento descrivere e documentare la tracciabilità del rifiuto.

Inoltre, in caso di inottemperanza accertata, Il sindaco si riserva di di disporre gli ulteriori provvedimenti ritenuti necessari.

Infine, la Polizia Municipale del Comune di Orbetello provvederà al controllo in merito all’ottemperanza di quanto disposto con la presente ordinanza’ – sottolinea il comunicato -. Accade che Laguna Azzurra Srl invia, in data martedì 11 aprile 2017, una richiesta di proroga chiedendo ‘…vista l’estrema particolarità e complessità del caso, …una proroga di sessanta giorni per gli adempimenti di cui all’ordinanza in oggetto, da noi ricevuta il 13 marzo 2017 e perciò la fissazione di un termine fino al 12 giugno 2017’. Il Comune non dispone alla società di alcuna proroga. Stando agli atti che abbiamo richiesto, i lavori di rimozione di lastre in eternit danneggiate all’interno dell’area ex Sitoco sono stati effettuati e conclusi nei giorni 5 e 6 giugno 2017 (lettera inviata alla Usl dal datore di Lavoro degli operatori della rimozione dell’amianto)“.

“Dunque, la società Laguna Azzurra Srl non ha adempiuto agli obblighi disposti dall’ordinanza sindacale e il Comune non ha effettuato i doverosi controlli per accertarsi che il lavoro venisse svolto nei tempi dettati dall’ordinanza n°33 – termina la nota -. Rimane che, finché non verranno totalmente rimosse le coperture di amianto dei capannoni, queste saranno soggette a caduta e si presenterà di nuovo lo stesso problema“.

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