Home Colline MetallifereInsieme per Roccastrada: “La scuola di Ribolla non è sicura, il sindaco dimostri il contrario”

Insieme per Roccastrada: “La scuola di Ribolla non è sicura, il sindaco dimostri il contrario”

di Redazione
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Dopo la revoca del sequestro cautelativo predisposta dal Gip e preso atto di ciò che è avvenuto, ci teniamo a dire che a nostro avviso, tale provvedimento non rende la scuola sismicamente sicura. Pertanto, continuiamo a preoccuparci per i soggetti inconsapevoli, i bambini, ritenendo più sicura, per tutti gli utenti, l’applicazione rigida della normativa, come precedentemente disposto dal Gip”.

Moreno Bellettini e Simonetta Baccetti, rispettivamente coordinatore e consigliere comunale di Insieme per Roccastrada, intervengono sulla scuola di Ribolla.

“Torniamo sull’argomento affinché ognuno (sindaco, assessore, dirigente scolastico e utenti consapevoli), prima dell’avvio del nuovo anno scolastico, si prenda pubblicamente le proprie responsabilità inerenti all’utilizzo della scuola di Ribolla – spiegano Bellettini e Baccetti -. L’uso dell’edificio non a norma  sismica, come confermato dal tribunale del riesame, non mette al sicuro l’immobile in caso di sisma. In merito ai rischi per gli studenti, nella percorrenza del tragitto da Ribolla a Roccastrada, concordando sull’inadeguatezza e pericolosità delle strade, ricordiamo al sindaco che la viabilità è da oltre 70 anni gestita dalle stesse forze politiche che amministrano il Comune di Roccastrada e che quindi anche lui ne è responsabile. A quanto sembra, dobbiamo ringraziare gli operatori dei trasporti, visto che in oltre 50 anni di trasporto giornaliero, studentesco e non, fra le frazioni del nostro comune, verso Grosseto, Follonica e Piombino andata e ritorno, non ci sono stati danni all’incolumità fisica degli utenti”.

“Mentre ogni tanto qualche scossa tellurica nel nostro territorio viene avvertita, fortuna ha voluto che non ci sono stati forti terremoti vicino al plesso – sottolineano Bellettini e Baccetti. Non riteniamo giustificativa, per il sindaco, la scarsità delle risorse economiche a discapito della sicurezza, considerato come è stato e come è amministrato il Comune è più opportuno parlare di sprechi e incompetenze, le quali hanno palesemente portato a non avere risorse nemmeno per la normale manutenzione. In merito al vergognoso ritardo da parte del sindaco nell’effettuare interventi mirati su tutti gli edifici pubblici, iniziando da quelli più a rischio, riteniamo prioritaria, senza indugi o deroghe, l’applicazione della norma dal momento che riguarda il probabile rischio fisico dei bambini, metodo sottovalutato dal sindaco Limatola che, pur essendo a conoscenza dell’inagibilità sismica della scuola dal 2013, ha omesso per anni di informare genitori, direttore didattico e consiglieri, dell’accertata anomalia”.

“Ma a noi e a tanti è chiaro da tempo che Limatola ha usato la scuola di Ribolla come propaganda per la sua campagna elettorale, ‘La scuola di Ribolla si farà, parola di Renzi’, tenendo però ben nascosta la realtà della scuola ai suoi compaesani, che se esternata nel 2013 non gli avrebbe permesso la propaganda del ‘promettere’ tipica della sinistra che amministra il nostro territorio, ma gli imponeva la politica del ‘fare’ sconosciuta alla maggioranza di Limatola – continuano Bellettini e Baccetti -. Soltanto dopo le nostre esternazioni in merito e l’intervento della Procura, il sindaco ha ammesso il problema, dopo anni di omissioni, chiacchiere in libera uscita e nessun atto suffragato da un concreto finanziamento, cosa impossibile da mettere in atto, visto e considerato il massiccio indebitamento del Comune. Messo alle strette e non potendo più ovviare al problema, il sindaco ha ‘magicamente’ trovato solo ora 50.000 euro e prevede nel piano triennale delle opere pubbliche una nuova scuola a Ribolla con finanziamento mediante strumenti di partenariato. In pratica, un tentativo previsionale da realizzare in tempi non ancora certi”.

“Se siamo riusciti ad accelerare l’iter per la costruzione di una nuova scuola, ci riteniamo soddisfatti, con la speranza che le promesse si concretizzino in breve tempo – aggiungono Bellettini e Baccetti. Nel frattempo la scuola di Ribolla può essere utilizzata negli anni a venire, con il beneplacito del sindaco Limatola il quale, inoltre, in occasione del Consiglio comunale del 30 giugno, come riportato dal Consigliere Baccetti, ha lanciato affermazioni del tipo: ‘…la  scuola è sicura…’, ‘…a Ribolla sono tutti con me…’, ‘.. di non fermarci a Ribolla…’, ma non ha dato modo di farci capire se si trattasse di una minaccia o dell’ennesima ‘Limatolata’, per cui gli rispondiamo pacatamente ‘Ma ci sei, o ti ci hanno mandato??” Noi, a Ribolla e in tutte le frazioni del Comune di Roccastrada, a differenza di te che ci sei stato catapultato, ci siamo dalla nascita, ci saremo sempre per criticare il tuo operato e a prendere il caffè con chi ci aggrada e quando vogliamo. Sappiamo anche che l’unica  opposizione scomoda per il sindaco è Insieme per Roccastrada, che da anni si batte per far valere la buona politica, e vani sono i tentativi limatoliani nel cercare di far cadere le colpe della sua incapacità amministrativa su chi al contrario di lui fa il proprio dovere”.

“Concludendo, rinnoviamo al sindaco Limatola, ai suoi compagni  e complici del ‘soccorso rosso’, ai vari opportunisti e ai veri o finti creduloni, la sfida ad un confronto pubblico, svincolato dalle regole di un Consiglio comunale, chiedendo ospitalità a TV9, dove egli si reca spesso a fare i suoi monologhi, cosi tutti potranno valutare le carte, comprese quelle prodotte dal Tribunale del riesame. La verità non è un’opinione. La scuola di Ribolla non è sicura in caso di eventi sismici, anche di scarsa potenza. Se sei certo del contrario, invece di sbandierare che hai vinto il ricorso, di fare la vittima o, a quanto sembra, di minacciare, vieni a spiegare con documenti alla mano a tutti i cittadini la correttezza dei tuoi comportamenti, esponi le carte che dimostrano l’idoneità sismica della scuola, convincendo anche coloro che ritengono il tuo comportamento lacunoso e non mirato a tutelare concretamente la sicurezza degli utenti – terminano Baccetti e Bellettini. I bambini non si tutelano con ‘vittorie di Pirro’, abbassando l’asticella della sicurezza ma, nel dubbio, innalzandola, spostandoli in edifici sicuri in attesa di costruirne nuovi”.

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