“Nel frattempo che si svolgono tra addetti ai lavori autocelebrazioni in merito allo stato dei servizi, la realtà delle prestazioni sociosanitarie del territorio delle Colline Metallifere non brilla in salute“.
Con queste battute Marco Barzanti e Luciano Fedeli, esponenti del Pci grossetano, commentano le segnalazioni pervenute loro da Francesco Bonuccelli, neo iscritto al Pci, un professionista che ha lavorato sul territorio per 30 anni circa, un professionista che conosce bene le difficoltà di alcuni servizi e tratta uno degli argomenti più delicati nel campo: la neuropsichiatra infantile territoriale, che si occupa della prevenzione, cura e riabilitazione dei problemi neuropsichiatrici dei bambini da 0 a 18 anni.
“Dalla nota si fanno amare deduzioni ed oggi il servizio può contare solo sulle prestazioni effettuate da una figura professionale a part time ed un orario che non le consente nemmeno di visitare in un tempo ragionevole tutti i bambini che le vengono inviati dalle varie scuole del territorio – spiega Bonuccelli -. Fino a non molti anni fa il servizio si occupava di circa 300 bambini all’anno con visite, consulenze, incontri nelle scuole, stesura dei Piani educativi individuali, certificazioni per la Legge 104 ecc… Adesso, con il pensionamento di due logopediste, i bambini che necessitano di trattamento per disturbi del linguaggio sono costretti sempre più spesso a rivolgersi a strutture lontane dal nostro territorio, come la Stella Maris di Calabrone (Pisa) e la neuropsichiatria infantile di Siena, oppure rivolgersi a costose strutture private che non sempre offrono adeguai livelli di professionalità“.
“Ma la sofferenza riguarda anche altri servizi, come ad esempio la Salute mentale degli adulti la quale, da quando è stato chiuso a Massa il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc), che si prendeva in carico dei soggetti affetti da questi problemi. Oggi queste persone vengono dirottate a Grosseto e comunque, nella nostra zona dal sabato pomeriggio al lunedì mattina sono chiusi tutti gli ambulatori di salute mentale, con i pazienti costretti a rivolgersi al pronto soccorso – continua Bonuccelli -. È indubbio che questo pone in difficoltà soprattutto i soggetti più fragili come anziani soli e disabili, che non dispongano di un mezzo proprio o che hanno difficoltà di mobilità. Sul fronte dei servizi sociali, fine a pochi anni fa, a Massa erano presenti 2 assistenti sociali, oggi ve ne è soltanto una interinale, che non sappiamo se verrà confermata. Così si fa concreto il rischio che i cittadini residenti a Massa e nell’entroterra si dovranno recare in altri luoghi e, non da escludere, Grosseto, per avere colloqui e avviare procedure per richieste varie di sostegno socio – assistenziale“.
“In conclusione – afferma Francesco Bonuccelli – non solo la sanità ospedaliera è sotto attacco e indebolita, ma anche i servizi territoriali del nostro comprensorio sono giorno per giorno depotenziati rendendo la nostra comunità sempre più priva dei servizi elementari utili ad avere riferimenti e poter condurre una vita dignitosa con un minimo di garanzie di servizi. Pensare poi che questi servizi sono mantenuti con sistemi di lavoro precari come part time ed altre forme aggiunge ulteriori problemi che non danno garanzie e certezze né agli utenti né a chi lavora“.
Barzanti e Fedeli invitano ad “opporsi e ricominciare, pianificando dai bisogni reali, una programmazione di servizi che dia risposte ai cittadini e questa opposizione va fatta da subito per impedire che si continui nella sola opera di smantellamento e desertificazione in atto”.

