Table of Contents
Da alcuni anni, il Comune di Civitella Paganico ha intrapreso un’opera di diffusione capillare nel suo territorio di musiche che non siano strettamente commerciali: musica religiosa, musica barocca, musica classica, jazz.
Questa primavera, unita idealmente ai canti del maggio, è la volta della musica popolare maremmana tradizionale, una musica cioè autoctona, nata nel territorio della Toscana meridionale. Come è consuetudine, i concerti si terranno nei vari paesi di cui è formato il comune e saranno accompagnati da un dibattito sul senso di una musica popolare oggi, su come venga riproposta dai gruppi e perché continui ad attrarre musicisti e pubblico sebbene le situazioni, i luoghi e le esigenze che la crearono non esistano più.
Il programma
Ecco le date, i luoghi, i temi e i gruppi della rassegna: domenica 23 aprile, alle 18, a Casale di Pari, “Il canto di protesta come conservazione della memoria”, con il gruppo de “I disertori della Montagnola”.
Lunedì primo maggio, alle 18, a Civitella, “La musica popolare, messaggio d’amore e di lavoro”, con il gruppo de “I Rosolacci”.
Domenica 14 maggio, alle 18, a Pari, “Musica popolare come strumento di confronto tra le culture”, con il gruppo “Le antiche armonie”.
Domenica 28 maggio, alle 18, a Monte Antico stazione, “La musica popolare come ingrediente della festa e dell’aggregazione”, con il gruppo “I briganti di Maremma”.
La mostra
A Civitella e a Pari, insieme al concerto, verranno esposte anche le opere della pittrice iraniana Assal Alinejad. Questa mostra vuole significare che l’importanza della tradizione locale non ci deve far dimenticare il mondo complesso in cui siamo immersi e le sue problematiche, anche nel rapporto “tradizionale” tra uomo e donna.
La rassegna è organizzata in collaborazione con l’associazione “Le belle arti” di Pari e con l’Archivio delle tradizioni popolari della Maremma, il cui presidente Paolo Nardini introdurrà gli spettacoli.
Alla fine di ogni concerto, si potrà gustare del sano cibo maremmano, a prezzi modici, presentato dai ristoratori locali.

