“Una montagna d’acqua. Dall’Amiata a Grosseto, l’acquedotto delle Arbure” è il volume edito da C&P Adver Effigi con cui Acquedotto del Fiora – gestore del servizio idrico integrato delle province di Grosseto e Siena – celebra i 120 anni dalla realizzazione dell’infrastruttura che servì a soddisfare il bisogno di acqua potabile della città di Grosseto, diventando il volano per il suo sviluppo sociale ed economico.
Per la valenza che ricopre, il libro gode del patrocinio dell’Archivio di Stato di Grosseto e dei comuni di Grosseto e Castel del Piano ed è scritto “a più mani” da vari autori, a cui è stata affidata la ricerca storica: Elena Del Santi, anche coordinatrice del lavoro, Enzo Fazzi, il direttore dell’Isgrec (Istituto storico grossetano per la Resistenza e l’età contemporanea) Valerio Entani, hanno curato la ricostruzione storico-cronologica degli avvenimenti fino al 1932. Prefazione e introduzione portano la firma rispettivamente di Zeffiro Ciuffoletti dell’Università di Firenze e di Carlo Vellutini.
Il volume raccoglie documenti anche inediti, tratti dall’Archivio di Stato di Grosseto, dalla biblioteca comunale Chelliana e dall’Archivio Imberciadori, cartoline dell’epoca di proprietà del collezionista Giuseppe Mineo, fotografie di Stefano Denanni e di Bruno Bruchi e alcune interessanti testimonianze in appendice. Tra queste, di rilievo quella di Andrea Ponticelli, che ha ripercorso le vicende della sua famiglia, in particolare dei sindaci della città Benedetto Ponticelli, al quale si deve l’intuizione delle sorgenti dell’Amiata per “dissetare” il capoluogo maremmano, e Carlo Ponticelli, che inaugurò la grande infrastruttura, considerata una delle prime e più importanti condotte di acqua ad uso idropotabile della storia della Toscana e non solo. Un’altra parte molto interessante è quella scritta da Alvaro Giannelli, vera e propria memoria storica amiatina, “guardiano” dello stesso acquedotto sin dal 1956, così come di grande interesse sono le schede firmate da Enzo Fazzi.

