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Cala il ricorso alla cassa integrazione in Maremma: la Cig utilizzata soprattutto nell’edilizia

di Redazione
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Il Centro studi e ricerche della Camera di Commercio ha realizzato, come di consueto, un’indagine sull’andamento della Cassa integrazione guadagni nel 1° semestre del 2016 sul territorio di competenza ed ha reso disponibili anche alcune anticipazioni relative al mese di settembre.

In estrema sintesi, la Cassa integrazione guadagni è ancora condizionata dalla crisi edilizia a Grosseto e da quella della siderurgia a Livorno, mentre si registra un “effetto Job Acts” sull’impennata del monte ore autorizzato di inizio 2016.

Più in particolare, a Grosseto, mentre nel complesso si riduce il ricorso alla Cig, aumenta il numero degli impiegati beneficiari di interventi di sostegno al reddito, soprattutto nell’edilizia e nelle public utilities.

A Livorno, è ancora incisivo il contributo offerto dalla crisi dell’acciaio di Piombino alle statistiche sul monte ore di Cig autorizzato dall’Inps. Il contesto si presta a registrare con maggior intensità gli effetti delle modifiche normative introdotte dal Job Acts.

Tra gennaio e giugno 2016 sono state autorizzate dall’Inps oltre 6,7 milioni di ore di cassa integrazione guadagni a favore di imprese e lavoratori operativi nel territorio compreso tra Collesalvetti e Capalbio. Nello specifico, il monte ore interessa per il 90% la provincia di Livorno e per il 10% Grosseto, a conferma del diverso contesto produttivo caratterizzante le due province.

Le ore autorizzate a favore di operai sono state 5.323.408 (78,4%) mentre quelle riguardanti figure impiegatizie sono state 1.462.394 (21,6%).

Quanto alla scomposizione per tipologia di cassa, l’autorizzato riguarda per il 90% la straordinaria, per l’8% l’ordinaria e per il restante 2% la CIG in deroga.

Rispetto a gennaio-giugno 2015, il monte ore autorizzato è più che raddoppiato sia per gli operai che per gli impiegati. Il principale responsabile di tale risultato è la Cog straordinaria (+194%) che, come noto, è lo strumento individuato per gestire le crisi aziendali più gravi e complesse. A ciò si affianca l’incremento minore della Cig in deroga, mentre invece cala il ricorso alla Cig ordinaria (-43,6%). Quest’ultima incide tuttavia sul monte ore complessivo soltanto per l’8% e quindi non riesce a contrastare il forte incremento della straordinaria.

Nel primo semestre 2016, l’83,8% delle ore autorizzate per le due province riguarda l’industria manifatturiera, che sembra quindi essere il principale responsabile della nuova impennata di richieste di interventi di sostegno al reddito. Su questo dato pesa in modo consistente la situazione livornese.

A Grosseto si rileva un trend negativo dell’autorizzato su tutte le tipologie di cassa che si concretizza in un minor ricorso alla Cig di una certa importanza: oltre 410 mila ore in meno rispetto allo stesso periodo 2015 (-38,6%) imputabile essenzialmente agli operai. Da sottolineare come in questa provincia stiano aumentando gli impiegati interessati dalla Cig (+7,6%) sia per l’ordinaria (+16,7%) che per la straordinaria (+10,2%) con esclusione della deroga (-27,8%). Del resto, su questo territorio l’industria manifatturiera incide sull’autorizzato complessivo, sia in generale che nello specifico periodo di interesse, molto meno rispetto a Livorno. Si aggiunga anzi che il monte ore indirizzato al settore grossetano è passato dal 64,2% dello stesso periodo 2015 al 38,9% del 2016. E’ l’industria nel suo complesso a “pesare” maggiormente sulle situazioni di crisi grossetane, ovvero non solo manifatturiero ma anche edilizia, attività estrattive e public utilities (totale industria 87,5%).

Alcuni dati, ancorché provvisori, a settembre 2016 ci segnalano un’ulteriore crescita dell’ammontare di ore di Cig richieste all’Inps. Il dato cumulato al 30 settembre oltrepassa in modo significativo la soglia degli 8 milioni di ore autorizzate e si riferisce all’intero territorio che va da Collesalvetti a Capalbio. L’incremento si aggira intorno al 131% rispetto a gennaio-settembre 2015 e risulta il monte ore più elevato in quest’intervallo di tempo dal 2006. E’ ancora il territorio livornese ad essere maggiormente interessato, dato che su di esso insiste il 91% dell’autorizzato citato (ovvero 7.661.599) il quale, a sua volta, interessa per l’87,2% il solo manifatturiero.

In conclusione, le due province mostrano dinamiche sostanzialmente diverse. Mentre su Grosseto gli ammortizzatori sociali tendono ad interessare di più gli impiegati dei settori industriali non manifatturieri (edilizia e public utilities), a Livorno la crisi manifatturiera rimane aperta anche per gli operai a causa dell’irrisolta questione delle acciaierie, nonostante siano passati quasi tre anni dal commissariamento del principale stabilimento siderurgico di Piombino. A ciò si è aggiunta con il tempo la questione dell’indotto e delle modifiche normative, fattori che hanno prodotto un aumento dell’autorizzato Inps.

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