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Gli insegnanti precari scendono in piazza per chiedere trasparenza

di Redazione
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Domani i precari maremmani saranno a Grosseto in piazza de Maria dalle 8 – in coincidenza con le convocazioni per le supplenze annuali – anche per chiedere trasparenza.

“Mentre in tutta Italia sempre più (Piacenza, Prato, Torino, Livorno, Terni, per citare solo alcune province) gli Uffici Scolastici Provinciali (USP), in accordo con i presidi, decidono di fare le convocazioni unificate anche per i colleghi in 2° e 3° fascia, da 13 giorni non vi è risposta ufficiale da parte dell’USP di Grosseto alla richiesta avanzata di attuare questa procedura anche in Maremma – si legge in una nota dei Cobas Scuola Grosseto.
Si tratta di attuare, così come per i docenti precari inseriti nelle GaE, un sistema con un unico luogo e un’unica giornata di convocazione per le classi di concorso, che permetta ai precari, in ordine di punteggio, di scegliere oculatamente tra i posti disponibili in base alla propria posizione in graduatoria e alle venti scuole scelte.
Sarebbe grave un diniego da parte dell’USP per una procedura così semplice, che altrove si è rivelata uno strumento efficace ed equo. Con gravi ripercussioni sia per le condizioni lavorative dei precari, sia per la continuità didattica degli studenti.
Infatti, al momento dell’assegnazione delle supplenze ai precari nelle graduatorie d’istituto, le scuole agiscono secondo modalità organizzative e tempistiche proprie, e per i precari non è possibile avere un quadro completo dei posti disponibili. In tal modo, i docenti si trovano nella condizione di non poter scegliere valutando tutte le opportunità, ma di accettare la prima proposta pervenuta in ordine cronologico per non rischiare di rimanere senza posto, salvo scoprire dopo qualche ora, o nei giorni successivi, che avrebbero avuto diritto a una soluzione più soddisfacente.
Tale procedura, inoltre, spesso non è chiara e i precari chiedono trasparenza, mentre giungono segnalazioni da parte dei colleghi e dei genitori di operazioni anomale e dilazionate nel tempo in maniera difficilmente giustificabile da parte di alcuni presidi.
I Cobas della Scuola – conclude la nota – vigileranno affinché ciò non accada e denunceranno ai competenti uffici ogni anomali.”

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