Home GrossetoScuola, Flc Cgil: “Personale Ata, immissioni in ruolo in aumento ma sempre insufficienti”

Scuola, Flc Cgil: “Personale Ata, immissioni in ruolo in aumento ma sempre insufficienti”

di Redazione
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Grosseto – Un’apparente boccata d’ossigeno che non risolve, e anzi maschera, una criticità strutturale in peggioramento. Questa è l’analisi della Flc Cgil di Grosseto in merito alla situazione del personale Ata nelle scuole della provincia in vista del nuovo anno scolastico. A fronte delle recenti assunzioni, infatti, i numeri complessivi dell’organico testimoniano un progressivo svuotamento dei posti stabili a favore dei contratti a termine.

«Quest’anno registriamo un totale di 48 immissioni in ruolo, suddivise in 10 assistenti amministrativi, 2 assistenti tecnici e 36 collaboratori scolastici – spiega Alessandra Vegni, segretaria della Flc Cgil Grosseto –. Potrebbe sembrare un dato di per sé positivo, ma analizzando i tabellati e incrociando le disponibilità con lo storico, emerge chiaramente come il funzionamento delle nostre scuole si regga sempre di più sulle spalle del precariato».

La vera misura dell’emergenza si rileva calcolando le disponibilità per gli incarichi di supplenza al netto delle immissioni in ruolo appena concluse e conteggiando i posti in deroga. Per l’anno scolastico 2026/27, restano da assegnare numeri altissimi: 40 incarichi per Assistenti Amministrativi, 17 per Assistenti Tecnici e ben 144 per i Collaboratori Scolastici.

A questi si aggiungono le disponibilità vacanti per i profili specifici, che vedono scoperti 2 posti da Guardarobiere, 1 da Infermiere e 3 per Operatori delle Aziende Agrarie.

Più precariato e meno stabilità

Il nodo cruciale, sottolinea il sindacato, si evidenzia nel confronto diretto con l’anno scolastico precedente, che certifica matematicamente il saldo negativo per l’occupazione stabile.

«I dati mostrano una doppia criticità, sia sul piano della programmazione ministeriale che su quello della stabilità occupazionale reale – spiega Alessandra Vegni –. Da un lato assistiamo a un taglio strutturale dei posti: l’organico di diritto della nostra provincia viene ridotto dal Ministero di 13 unità, scendendo da 776 a 763 posti complessivi. Dall’altro lato, guardando alle persone in carne ed ossa, le 48 immissioni in ruolo concesse quest’anno non bastano nemmeno a compensare uscite e pensionamenti (anche per effetto del dimensionamento operato sugli Istituti di Castiglione della Pescaia e di Albinia e della diminuzione degli studenti): il totale dei lavoratori di ruolo (titolari) scende infatti da 688 a 678, con una perdita secca di 10 lavoratori stabilirispetto all’anno scorso».

«A fronte di questa contrazione, sia di posti previsti (-13) che di personale stabilizzato (-10) – rimarca Vegnil’unica voce in costante crescita è quella del precariato: l’organico in deroga, ovvero i contratti temporanei al 30 giugno, sale infatti da 100 a 116 posti (+16). Si tratta di un cortocircuito evidente: diminuiscono le garanzie e aumentano i contratti a termine».

Una situazione che ricade direttamente sull’efficienza del servizio scolastico e riapre una finestra sui contenziosi. «Non è nostra intenzione fare polemica sterile, ma dobbiamo denunciare una gestione ministeriale degli organici che non risponde alle reali necessità del territorio grossetano – afferma la segretaria della Flc Cgil –. Affrontare l’anno scolastico con percentuali di precariato che superano il 21% tra gli amministrativi e sfiorano il 27% e il 23% per i tecnici e i collaboratori scolastici significa non poter garantire la necessaria continuità ai servizi, penalizzando le segreterie, i plessi e, in ultima analisi, il diritto allo studio. Serve urgentemente adeguare l’organico di diritto a quello di fatto e soprattutto garantire immissioni in ruolo almeno pari all’organico di diritto».

Disoccupazione e ricorsi in tribunale

Precariato degli Ata, come nei docenti, significa soprattutto meno tutele, ma anche incertezza sul futuro. I contratti ‘in deroga’, per loro natura, hanno infatti una scadenza tassativa al 30 giugno dell’anno successivo. Questo significa che allo scoccare del primo luglio, centinaia di famiglie nella nostra provincia si ritroveranno di nuovo senza un’entrata economica certa, costrette a presentare domanda di Naspi (indennità di disoccupazione).

«Anche la Flo Cgil di Grosseto ha già preso in carico numerose vertenze per abusiva reiterazione dei contratti a termine – ricorda infine la segretaria Vegni –; l’Italia, per non aver posto freno al precariato dilagante nella scuola, che ha creato enormi disparità tra lavoratori stabili e non, nel 2026 è stata anche condannata dalla Corte di Giustizia europea. Ora, nonostante lo avessimo più volte ripetuto che questa pratica fosse dannosa per chi lavora e per le casse dello Stato, premendo sul bisogno di stabilizzazione del personale scolastico, il Governo sembra non essersene curato ed è chiamato a dover risarcire singolarmente chi più ne è stato danneggiato. Con rimborsi che possono arrivare a 24 mensilità. E i soldi, ovviamente, saranno della collettività».

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