Home GrossetoParco della Maremma, il M5S: “Serve una svolta nella gestione per valorizzare l’economia”

Parco della Maremma, il M5S: “Serve una svolta nella gestione per valorizzare l’economia”

di Redazione
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“‘L’azienda si impegna a predisporre ed attivare sistemi di raccolta differenziata dei rifiuti in conformità con le norme vigenti per il comune territorialmente competente’.

‘La struttura deve privilegiare (sic!) la somministrazione di cibi freschi anziché precotti o surgelati’.

‘… è auspicabile che l’azienda possa offrire al turista la possibilità di utilizzare qualsiasi sistema di pagamento ad oggi in uso, quali ad esempio la carta di credito e il bancomat’.

I punti che precedono sono sicuramente previsti dal manuale operativo dell’Autogrill della Stazione Centrale di Milano, ma noi li abbiamo estratti dal disciplinare approvato per la concessione del marchio del Parco della Maremma, per i settori della ricettività turistica e della ristorazione“.

A dichiararlo, in un comunicato è il Movimento 5 Stelle di Grosseto.

“Regolamento e disciplinari di settore sono disponibili su internet, in tutta la loro pochezza: in sintesi, per avere il marchio occorre essere insediati nell’area del Parco e rispettare la normativa vigente – si spiega nel comunicato -. Entrare nel dettaglio delle amenità contenute nei singoli regolamenti di settore, peraltro caratterizzati dall’uso massiccio del ‘copia/incolla’, sarebbe un esercizio mortificante in questa sede: si tratta di un marchio pensato per darlo a tutti, esattamente come le iniziative sul brand Maremma degli ultimi anni, attente a non escludere nessuno e perciò inutili a qualsiasi politica di valorizzazione e di promozione“.

“Da almeno due decenni, Parco della Maremma e Azienda Regionale hanno rinunciato a svolgere una qualsiasi funzione di volano dell’economia locale o di promozione territoriale: sono lo strumento che la Maremma non ha avuto per presentare un modello di gestione dell’ambiente, un sistema di qualità di servizi e prodotti, un progetto serio di educazione e didattica ambientale, una qualche idea di sperimentazione sui modi di informare e comunicare, un progetto banale di coinvolgimento delle aziende agricole in modelli di produzione innovativi e a basso impatto….- conclude il comunicato -. Il Consiglio direttivo del Parco è in scadenza e, con l’abolizione della Provincia, il Comune capoluogo dovrebbe cercare di assumere un ruolo di coordinamento e stimolo su temi di interesse provinciale: sarà interessante scoprire l’atteggiamento della nuova amministrazione e vedere se Vivarelli Colonna ha davvero voglia di segnare una discontinuità rispetto alle precedenti gestioni o se, invece, si limiterà a trovare il primo galoppino disponibile ad occupare un posto libero in un ente inutile”.

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