“Come amministrazione xomunale, insieme a quelle di Manciano, Sorano, Pitigliano, Castiglione della Pescaia e Magliano in Toscana, abbiamo valutato di condividere le criticità che i cacciatori dei nostri territori hanno rappresentato sui contenuti della legge obiettivo di recente emanazione della Regione Toscana, che disciplinerà la caccia agli ungulati nel prossimo triennio”.
A dichiarlo è il vicesindaco di Capalbio Alessio Teodoli, che nel corso delle settimane precedenti ha partecipato ad una serie di incontri tenutisi sul territorio e nei comuni limitrofi, cercando di raccogliere informazioni utili alla discussione e rappresentative di perplessità che dovrebbero esser oggetto di più approfondite valutazioni.
In una lettera inviata al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e all’assessore regionale Remaschi, anche l’amministrazione comunale di Capalbio tiene a precisare come: “La caccia al cinghiale in battuta è storia della nostra regione, ma soprattutto della Maremma, nei nostri territori la caccia ha rappresentato socializzazione e aggregazione e fa parte del nostro bagaglio culturale. Nella maggior parte dei casi, tra cacciatori locali e agricoltori si è creato un equilibrio di convivenza e di collaborazione nel rispetto gli uni degli altri, ma soprattutto nel rispetto delle aziende agricole e di chi le conduce“.
“Con questa nuova legge, il rischio è quello di mettere in discussione l’equilibrio che si era creato, non tenendo conto delle diversità che ci sono tra le varie province della Toscana, tutti i territori non sono uguali e in tutti la problematica dei danni causati dalla fauna selvatica assume dimensioni variabili in relazione ai territori ed all’agricoltura praticata – continua la lettera –, pur comprendendo che la legge è regionale secondo noi andrebbe prevista la possibilità di derogare a seconda delle esigenze delle varie realtà“.
L’amministrazione comunale di Capalbio ritiene che sarebbe bene coinvolgere a livello locale il più possibile i cacciatori e le squadre del territorio, rendendole responsabili delle aree vocate e non vocate, ed adoperarle per svolgere attività di prevenzione danni e tutti gli altri interventi di gestione e controllo che l’Atc richiederà, e qualora i risultati attesi non fossero in linea con i piani di gestione, attivarsi con interventi diversi.
“La stessa predisposizione di zone cuscinetto fra zone vocate e non vocate potrebbe essere un modo per coinvolgere le squadre del territorio; certo è che queste fasce di rispetto dovrebbero avere dimensioni tali da permettere ai cacciatori di gestire il territorio di caccia durante tutto l’anno e non solo durante la stagione venatoria – spiega Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio -. La recente assemblea tenutasi a Marsiliana ha dimostrato che un ruolo di riferimento importante per la discussione possono essere le Atc e le associazioni venatorie che, coinvolgendo i cacciatori iscritti locali, che hanno conoscenza del territorio, a nostro parere sarà possibile mettere in atto un piano di gestione degli ungulati che dia delle risposte concrete in termini di obiettivi di lungo periodo e dei risultati riscontrabili in termini positivi per la nostra agricoltura”.
“Come amministrazione – conclude il sindaco di Capalbio –, sentiti i numerosi cacciatori nostri concittadini, sentiamo il dovere di rappresentare anche per il tramite dell’iniziativa promossa dal sindaco di Manciano Marco Galli, alla Regione Toscana, al consigliere Marras e all’assessore Remaschi tutte le nostre perplessità anche relativamente alla proposta delle tre giornate fisse di caccia (mercoledì – sabato e domenica e senza possibilità di recupero), a partire dalla prossima stagione venatoria. Stante poi il fatto che per il 25 maggio è convocata l’assemblea provinciale deisSindaci e che il tema riguarda l’intero ambito provinciale, abbiamo ritenuto utile con la Giunta sensibilizzare sul tema il presidente Bonifazi al fine di porre la questione all’ordine del giorno“.

