La festa di San Giorgio è passata. Anche quest’anno il Santo cavaliere ha sconfitto il drago. Ma questo drago è poi così cattivo come lo si dipinge?
Sabato 30 aprile, alle 18, alla biblioteca comunale di storia dell’arte di Montemerano, l’Accademia del Libro propone la conversazione “Dalla parte del drago: incarnazione del male o forza della natura?”, a cura di Marilena Pasquali.
Con l’aiuto della proiezione di immagini d’arte, Marilena Pasquali tenterà di tracciare la fisionomia di questa creatura del profondo, figlia degli abissi della terra come di quelli della mente.
Il drago
Al contrario che in quella dell’estremo Oriente, nella nostra cultura il drago è considerato un’incarnazione del male, un nemico dell’uomo e del suo desiderio di vivere in pace e prosperità. Ma, se si scava un po’ più a fondo, questa figura-simbolo può essere vista anche come espressione della forza vitale, dell’energia indomabile della natura, di tutto ciò che l’uomo tenta costantemente di controllare, domare e, se non riesce a imbrigliarne la potenza, di sconfiggere.
La vittoria non è mai completa e definitiva, né mai lo potrà essere, perché il drago è l’alter ego dell’uomo, il suo doppio, la sua proiezione vitale. Il drago è dentro di noi, con noi vive e respira. Finché ci saranno uomini, ci saranno anche draghi.

