“A meno di 20 ore dall’incontro organizzato dal sindaco di Manciano per affrontare il tema dei predatori nulla è cambiato. Siamo a dover rinnovare anche oggi la nostra solidarietà all’ennesima azienda che ha subito un attacco alle greggi, un’aggressione avvenuta giovedì 21 aprile alle 17, in pieno giorno. Uno scempio che ha visto protagonista l’azienda di Giuliani Domenico e Moreno di Pereta, nel comune di Magliano, una famiglia che da sempre è dedita alla pastorizia e che questa mattina, disperata, mi ha espresso la volontà di abbandonare il settore”,
E’ infuriato il vicepresidente regionale Cia e presidente grossetano Enrico Rabazzi, costretto ancora una volta a trovare le parole per un associato vittima dei predatori. L’aggressione avvenuta nel pomeriggio di giovedì ha lasciato a terra 11 pecore sgozzate mentre altrettante sono state brutalmente azzannate e probabilmente seguiranno la stessa sorte.
“Non ci sono più parole, tutto ciò che rimane da dire è che i progetti di convivenza tra lupo e pecore sono tutti fallimentari, questi due animali insieme non possono convivere. Si decida e subito, o noi o i lupi. Se si intende dare valore alla pastorizia, pretendiamo subito che tutti i predatori, lupi o ibridi che siano, vengano eliminati, se necessario anche abbattuti. L’azienda in questione – tiene a precisare il presidente – è dotata di tutti gli accorgimenti previsti da chi vuol insegnarci a fare il nostro mestiere: cani e recinzioni, ma anche questi non sono bastati, i lupi o ibridi arrivano in branchi e non temono niente e nessuno. Ci chiediamo cosa ci diranno gli ambientalisti della domenica quando gli attacchi saranno alle persone”.
“Basta con i progetti, basta con gli incontri – rincara la dose Rabazzi – D’altronde alcuni non servono più come in parte è stato dimostrato ieri: un incontro che doveva essere al di là di ogni bandiera e pensiero politico, e nel complesso lo è stato e per questo ringraziamo il sindaco Galli, ma che è stato anche l’ennesima occasione per alzare la voce a proprio favore, per primeggiare e mostrare i muscoli, per fare propaganda e demagogia. Un gesto davvero deplorevole – conclude Rabazzi – una sfida a tutti coloro che avevano lasciato le aziende per venire a Manciano per chiedere il diritto di lavorare avere un futuro. Evidentemente anche tra chi dovrebbe tutelare il settore ci sono interessi diversi. Noi ci assumiamo la responsabilità di mettere la parola fine alle tante chiacchiere e di difendere il lavoro dei pastori con ogni mezzo consentito dalla legge, una difesa che si allarga ad ampio raggio visto che tutelando la pastorizia tuteliamo anche il territorio”.


1 commento
Ma insomma si grida ” al lupo, al lupo”, poi si legge che con ogni probabilità si tratta di attacchi di ibridi cane-lupo! Ma allora la soluzione più logica sarebbe quella di investire contro il randagismo canino, o no?
Del resto si legge pure che, almeno in un caso, le greggi attaccate erano protette da una recinzione (e da cani da pastore). Mi viene quindi da pensare che questo ibrido cane-lupo sia dotato, oltre che di tanta temerarietà e voracità, anche di un bel paio di ali, atte a sostenerlo in volo! Comunque, cari pastori, se le vostre aziende sono minacciate non fatevene un cruccio infinito! Gli italiani stanno diventando sempre più vegan … del vostro formaggio se ne sentirà sempre meno la necessità col passare degli anni! Reinventatevi piuttosto come accompagnatori turistici: il lupo a quel punto potrebbe essere un’ottima risorsa per l’economia locale. Più ce ne saranno e meglio sarà! Saluti a tutti (anche ai lupi, agli ibridi cane-lupo e alle pecore)