Un puzzle che si sta completando. E’ quello dei candidati sindaco in provincia di Grosseto. In attesa di conoscere la data del voto, che sembrava dovesse essere il 12 giugno, ma che adesso sembra che possa essere anticipata di un paio di settimane, gli elettori sono ormai a conoscenza di quasi tutti i volti di coloro che saranno in lizza per la poltrona principale dei comuni di Grosseto, Orbetello, Castiglione della Pescaia, Scansano e Roccalbegna.
Partendo dal capoluogo, come sempre, tra schieramenti tradizionali, liste e movimenti sono già sei i candidati sindaco e potrebbero anche aumentare. L’ultima candidatura in ordine di tempo è quella dell’avvocato Massimo Ceciarini, che rappresenterà la sinistra unita di Sel, Rifondazione Comunista e Possibile, oltre ai movimenti da sempre legati a questo mondo. Un nome, quello di Ceciarini, che ha messo d’accordo tutta l’assemblea.
Una corsa che a Grosseto è segnata sulle cronache sempre dalle spaccature nel centrosinistra e, soprattutto nel Pd, per il post Primarie e con il punto interrogativo dei tremila voti di Paolo Borghi che restano in bilico in una fase di trattative che coinvolgono anche la segreteria regionale del partito. I
n tutto questo Lorenzo Mascagni si tiene fuori dagli scontri ed ha iniziato la sua corsa da candidato vero e proprio lasciando agli altri il compito di ricucire gli strappi. Non sarà facile, ma neppure impossibile.
Anche perché chi ha impresso il suo passo alla campagna elettorale è Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che da molti in città viene considerato adesso il vero favorito per la corsa. Il fatto che, alla fine, non ci sia nessun candidato che viene da un’esperienza di giunta viene considerato un vantaggio da molti esponenti del centrodestra, anche per la visibilità che il doppio ruolo di assessore e candidato può offrire.
E questo è apparso evidente nelle Primarie del centrosinistra con un’esposizione che, per Paolo Borghi, è stata ampia nonostante che si sia ritrovato a correre praticamente da solo ed è anche il motivo per cui chi corre, solitamente, contro un sindaco uscente è svantaggiato.
Nella campagna vera e propria questo non accadrà e la corsa può considerarsi decisamente più aperta. Va detto che in questa fase Vivarelli Colonna si sta muovendo bene portando avanti una proposta propria senza mai cercare lo scontro con gli avversari. E questo, nella fase iniziale della campagna, lo sta premiando, quanto meno sotto l’aspetto della notorietà e della capacità di ricompattare lo schieramento di centrodestra.
Lo scontro non lo cerca neppure Giacomo Gori, che potrebbe avere un alleato in più nella sua competizione, cioè la visibilità che le elezioni di Roma stanno offrendo ai Cinque Stelle e che potrebbe fare da traino anche nelle altre località al voto. Gori non nasconde di sperare di replicare il risultato del 2013, quando a Grosseto i pentastellati superarono il 30 per cento. L’obiettivo resta, chiaramente, quello del ballottaggio.
Più delineate su alcuni temi sono le campagne di Stefano Carotta della Lega Toscana, che vanta un dato storico nel passato, quello cioè di essere stato il primo esponente leghista, nel 1993, ad entrare in un consiglio comunale di una città non padana.
E poi c’è Carlo Vivarelli di Toscana Stato, il primo ad ufficializzare la propria candidatura e che tocca in maniera forte i temi dell’indipendentismo, della sicurezza e del decoro urbano.
Anche ad Orbetello il puzzle è completo con il centrosinistra che, dopo la vittoria di Monica Paffetti, deve comunque contrastare il malcontento delle Liste Civiche che hanno registrato un buon risultato con Mario Chiavetta e che non vorrebbero in coalizione Sel e Nuovo Millennio che, alla Primarie, non hanno partecipato.
Attivo da settimane è ormai Andrea Casamenti, che punta molto anche sul ruolo delle frazioni che, in termini di voti, ad Orbetello pesano.
Una campagna elettorale a fari spenti la sta conducendo il Movimento Cinque Stelle con Alfredo Velasco.
Tutti e tre i candidati in riva alla Laguna vantano esperienze importanti, da sindaco uscente per la Paffetti, da assessore con Matteoli per Casamenti, Velasco è stato invece nel consiglio della Sat, la stessa società che dovrà realizzare l’autostrada cui i pentastellati si oppongono. Due anni nel cda che, comunque, non gli hanno impedito di riscuotere il consenso dei suoi compagni di viaggio, come lo stesso Velasco ha ricordato dopo la sua investitura.
A Castiglione della Pescaia il centrosinistra non si divide e marcia compatto con il suo uomo più forte, il sindaco uscente Giancarlo Farnetani, che era stato capace di riportare la coalizione al vertice del Comune dopo i dieci anni di amministrazione di Monica Faenzi. Lo sostiene tutto lo schieramento di centrosinistra, compresa Rifondazione Comunista, con la sola esclusione di Possibile, che ha detto no in tutta Italia a qualsiasi tipo di alleanza con il Pd.
Contro di lui saranno schierati Massimiliano Magrini per la lista Uniti per Castiglione ed in attesa di capire se rappresenterà tutto lo schieramento di centrodestra oppure solo una parte, e Benedetta Mazzini del Movimento Cinque Stelle che farà l’esordio in riva al Tirreno.
A Scansano manca ancora l’ufficializzazione, ma al momento la proposta di candidatura più forte nel centrosinistra sembra essere quella di Francesco Marchi, grande esperienza da segretario comunale in giro per l’Italia e assessore a Verona con Flavio Tosi. Uno scansanese che, dopo la pensione, potrebbe rientrare a casa per dare un contributo alla sua comunità.
Nomi certi non ce ne sono neppure nel centrodestra, ma pare che ci sia la disponibilità a correre per il consigliere di opposizione Francesco Tenucci, che era già stato candidato sindaco nella scorsa tornata in cui i competitors erano ben quattro.
A Roccalbegna con la conferma nel centrodestra del sindaco uscente Massimo Galli c’è stata anche la fumata bianca nel centrosinistra sulla figura dell’architetto Giuseppe Conti. Una sfida dura per la coalizione che unisce Pd, Psi e Sel che da tre legislature non riesce a conquistare la vittoria. L’ultima volta accadde nel 2001 con il compianto sindaco Giustarini.
Insomma, i tasselli delle candidature stanno andando al proprio posto e la campagna elettorale è di fatto cominciata. Come sempre sarà l’ultimo mese quello decisivo per convincere gli elettori incerti che potrebbero pesare molto sul risultato finale.

