Home GrossetoDopo le primarie, Borghi: “C’è bisogno di rinnovamento, altrimenti il centrodestra vincerà le elezioni”

Dopo le primarie, Borghi: “C’è bisogno di rinnovamento, altrimenti il centrodestra vincerà le elezioni”

di Roberto Lottini
2 commenti 7 views

Abbiamo ottenuto un risultato importante e faremo valere il nostro peso all’interno della coalizione, chiedendo un rinnovamento della Giunta, ma anche delle partecipate. Se non sarà applicato il cambiamento chiesto dai grossetani, il centrodestra vincerà le elezioni”.

E’ un Paolo Borghi amareggiato, ma allo stesso tempo determinato e combattivo, quello che si presenta di fronte ai giornalisti per analizzare il risultato delle primarie di coalizione, che hanno sancito la candidatura di Lorenzo Mascagni a sindaco di Grosseto per il centrosinistra.

“I quasi tremila voti ottenuti provengono da persone comuni e non da gruppi organizzati, come possono essere un partito e le parrocchie cittadine – spiega Borghi, affiancato da Patrizia Siveri, portavoce dell’Unione Comunale, e da Leonardo Culicchi, coordinatore di Gente di Grosseto -. Proprio le persone che ci hanno espresso il loro consenso credono in un cambio di passo e in un rinnovamento della città, una necessità che anche io reputo ancora indispensabile. Se ciò non avverrà, il Comune andrà in mano al centrodestra”.

“Siamo scesi in campo da soli, dato che i big del Partito democratico, fra cui il sindaco di Grosseto e il consigliere regionale Marras, ma anche l’Udc e il Psi, si sono schierati con Mascagni – continua Borghi. Nonostante questo, ho raccolto i voti della stragrande maggioranza del Pd. Questa situazione ci ha complicato la vita, ma allo stesso tempo ci ha fatto guadagnare la stima di tanti cittadini. Adesso faremo in modo di non disperdere i loro voti, un vero e proprio patrimonio che pretendiamo sia messo a disposizione per il bene di Grosseto”.

Quanto avevamo progettato nella campagna elettorale per le primarie sarà portato all’interno della coalizione – sottolinea il vicesindaco di Grossetoe vogliamo risposte concrete ai nostri punti programmatici. Bisogna avere il coraggio di cambiare, non solo all’interno dell’amministrazione comunale, ma anche nelle partecipate del Comune. Gli accordi preelettorali sanciti all’interno della coalizione sono stati annullati dal nostro risultato alle primarie. So per certo che c’è un accordo scritto per cui Francesco Giorgi, segretario del Psi, farà il vicesindaco in caso di vittoria di Mascagni e ancora non ho ricevuto smentite in merito a questa voce, che quindi reputo vera. Allo stesso tempo, l’Udc ha fatto pressioni per riconfermare Cerciello come assessore. Noi siamo contro questi accordi stabiliti a tavolino e faremo sentire la nostra voce nella coalizione che dovrà costruire il programma in vista delle amministrative”.

Da parte mia – continua Borghi – c’è piena disponibilità ad appoggiare Mascagni, ma mi prendo la facoltà di cambiare questa scelta se il programma per le amministrative non soddisferà alcune condizioni. Con gli accordi di partito non si va da nessuna parte, se si pensa solamente a mantenere la poltrona non si combina niente di buono, anzi si rischia di perdere. C’è bisogno di rinnovamento, lo hanno chiesto anche i grossetani che hanno votato alle primarie”.

Per quanto riguarda la proposta lanciata da Leonardo Culicchi, che ha chiesto pubblicamente a Borghi di diventare il coordinatore delle liste civiche di centrosinistra, il vicesindaco aggiunge: “Sono onorato di questa proposta, che devo ancora valutare con attenzione. Ciò non significa, però, che mi candiderò autonomamente a sindaco a capo delle civiche. Inoltre, sto riflettendo se dimettermi da vicesindaco o meno. Prima, devo capire se posso essere ancora utile all’interno dell’attuale Giunta con questo ruolo. Di sicuro c’è che, nel caso in cui Mascagni diventi sindaco, non farò parte della prossima amministrazione comunale”.

Infine, Borghi si toglie alcuni sassolini dalle scarpe: “Ho notato che nel voto alle primarie è intervenuta massicciamente la Chiesa grossetana – conclude il vicesindaco -. Certe figure, fra cui il portavoce del vescovo, avrebbero dovuto tenere un basso profilo, invece sono scesi in campo attivamente durante la campagna elettorale. Io ho da anni la tessera dell’Azione Cattolica, ma non ho mai reso pubblica questa mia appartenenza”.

Non mi piace sentire di accordi preelettorali in occasione delle primarie – spiega Patrizia Siveriperché le elezioni vere sono a giugno, in questi mesi possono cambiare molte cose e c’è tempo per pensare alla Giunta. Adesso, il centrosinistra sta attraversando una fase delicata e c’è bisogno di rimanere uniti per vincere le elezioni. Dobbiamo fare scelte oculate e va coinvolta l’Unione Comunale di Grosseto, altrimenti si rischia di compromettere l’appoggio della base del Pd, anche in considerazione del fatto che Mascagni proviene da un’area non propriamente di sinistra”.

“Noi abbiamo intenzione di compiere un ulteriore passo e chiediamo a Borghi di diventare garante di Gente di Grosseto e Fare Grosseto – aggiunge Leonardo Culicchiper tutelare i valori insiti in queste civiche. Bisogna cambiare sistema e scardinare le logiche clientelari dei partiti. Le nostre liste non hanno preclusioni all’ingresso di altre realtà civiche nella coalizione. Se queste forze garantiscono un valore aggiunto sono le benvenute”.

2 commenti

attilio regolo 10 Marzo 2016 | 16:05 - 16:05

E’ evidente dalle parole di Paolo Borghi, anche se non esplicitamente dichiarato, che il candidato a Sindaco di Grosseto per la coalizione di centrosinistra nonche’ vice Sindaco e importante Assessore della Giunta uscente quando chiede il rinnovamento totale di questa stessa Giunta esclude anche e prioritariamente se stesso da qualsiasi incarico di Giunta in caso di vittoria elettorale del centrosinistra.

Rispondi
Edo Rotti 12 Marzo 2016 | 00:26 - 00:26

Ancora una volta il PD ha trovato il modo per farsi male da solo.Una sorta di masochismo che riemerge come una lunga onda prima delle amministrative.In sostanza.Avere una carta ineccepibilmente valida da giocare in un contesto elettorale complicato , con un M5S in forte ascesa ed un centrodestra ancora vitale , cestinarla e proporre un outsider certamente valido ma ignoto ai più tra gli elettori e , ciò che inspiegabilmente è stato ignorato, caratterizzato da una precisa collocazione nell’area cattolica che , per quanto lo si voglia negare, fa storcere il naso NON agli apparati del partito ( quelli lo hanno proposto) ma alla componente maggioritaria dell’elettorato di sinistra.Sarà opportuno ricordarsi che alle amministrative del maggio 2011 , all’interno della coalizione di centrosinistra, il PD ottenne 11.506 voti pari al 28,38% dei voti validi.La domanda sorge spontanea.Dando come postulato ( ma non scontato, molti segnali fanno ipotizzare che un buon nucleo dei “borghiani” non seguirà l’invito al compattamento rivolto dal vice-sindaco) che gli elettori delle primarie votino tutti per Mascagni, quale sarà il comportamento dei circa cinquemila elettori pidiessini ( sempre che numericamente tali siano rimasti dopo la scissione) che non si sono presentati alle primarie ?Riuscirà Mascagni a sviluppare una campagna elettorale e soprattutto a proporre un programma di governo definitivo che sia gradito a tutta la coalizione ?Non credo siano interrogativi da poco.E ritorno sull’autolesionismo politico.Che prescinde dai valori professionali e morali dei due candidati alle primarie, indiscutibili.Paolo Borghi, in questa fase economica complessa e delicata nella quale la recessione economica “morde” fortemente la città e le frazioni, era la carta da spendere, senza se e senza ma.Lunga esperienza amministrativa, esperto dei conti , dei bilanci e dei meccanismi di governo della città, dall’immagine conosciuta nel contesto sociale e nell’ambiente sportivo , si sarebbe presentato al voto amministrativo con le credenziali idonee per affrontare le innegabili insidie che l’imminente consultazione presenterà per il centrosinistra e per il PD in particolare.Il PD, inspiegabilmente, ha optato per una scelta diversa.Ignoro le ragioni e voglio sperare che non siano collegate a logiche di potere. Perchè se così fosse significherebbe che sia il partito che gli elettori sono disorientati, con le intuibili , negative, conseguenze che potrebbero derivarne.

Rispondi

Lascia un commento

* Utilizzando questo form si acconsente al trattamento dati personali secondo norma vigente. Puoi consultare la nostra Privacy Policy a questo indirizzo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbero interessare

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: